Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

lunedì 19 novembre 2007

Digital Day

Siccome a Torino ce la tiriamo sul museoEgizio ma ce la spacciamo ancora di più sul MuseoDelCinema, il multisala Massimo si è dotato di un sistema di proiezione digitale 3D supertecnico (roba che ce ne sono un paio di centinaia in tutto il mondo). E siccome dovevano fare la marchetta per la Compagnia di SP che li ha finanziati, hanno fatto aggratis la serata DigitalDay.
Il supertecnico è veramente supertecnico: scordatevi gli occhiali blu e rossi che abbiamo visto più o meno tutti, scordatevi giochini con proiettori a luce polarizzata: questi fanno sfoggio di muscoli, usano un solo proiettore che spara 144 fotogrammi al secondo al posto di 24 (la manna di Tyler Durden), alternando quelli per l'occhio destro e quelli per l'occhio sinistro. Poi vi danno un paio di occhiali LCD sincronizzati con il proiettore che fanno da otturatori e vi coprono una valanga di volte al secondo un occhio o l'altro. E poi vi mettono una ventina di hostess in sala armate di mitra per accertarsi che all'uscita riconsegniate gli occhiali.
Dopo la marchetta, anteprima di Fly me to the moon, che io non so l'inglese ma mi pare un titolo un po' così, mi suona tipo "scendimi il cane che lo piscio". Comunque, è una storia realizzata in computer grafica su un terzetto di mosche che per senso di avventura decidono di accompagnare gli astronauti dell'Apollo 11 sulla luna. Visti pochi minuti in lingua originale perché è ancora in post-produzione, ma quando uscirà non va perso: oltre alla novità della tecnica, fruibile per plot, musiche, siparietti coreografici.
A seguire, proiezione integrale di un documentario sui "Big Five", animali della savana, che mostra a pieno le potenzialità della tecnica: quando un elefante si scrolla la sabbia dalle orecchie potete distinguere la profondità della nuvola di polvere, quando una mosca o un filo d'erba si frappongono davanti al soggetto, vi sembra di poterli toccare.
Tra l'idea di inserire messaggi subliminali come in FightClub (erotici), l'accoppiamento dei leopardi 100 volte al giorno (100?!) e una scena di nudo nel film seguente, viene spontaneo pensare che quando questa tecnica si diffonderà sarà anche l'apoteosi del porno: e difatti wikipediando scopro che il film in 3D che ha incassato di più nella storia del cinema è "Le hostess in 3D", una commedia erotica americana realizzata nel 1969 e distribuita in sala per più di dieci anni in varie versioni, più o meno hard.
La fregatura della serata viene per la chiusura, anteprima mondiale in lingua originale di Scar, e quando ti ricapita di assistere ad un'anteprima mondiale? Peccato che non fosse specificato trattarsi di uno dei peggio splatter che mente malata abbia concepito: tra torture e sbudellamenti, la scena meno impattante era quella di una lingua umana che veniva amputata e grazie alla grafica 3D atterrava placida sulle tue ginocchia. Dopo 90 minuti così, il vomito era pressoché assicurato e ci siamo dovuti smezzare una bottiglia di vin santo col Picchio prima di riuscire a vedere le immagini riflesse da scampoli di specchi senza sobbalzare.

Nessun commento: