Benvenuto
"Come odio avere sempre ragione!"
Ian Malcolm, Jurassic Park
Ian Malcolm, Jurassic Park
...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung
"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House
"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House
"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling
lunedì 10 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
da Vicenza e dalla Val di Susa:
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l’acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all’università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia.
Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l’acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all’università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia.
Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa
Vieni per una... Causa
Da peacereporter
Andate a votare, vi regaleremo un vibratore. L'articolo mostra la foto un giocattolo erotico, avvolto in una bandiera a stelle e strisce, con l'avvertenza: "Attenzione, bandiera non inclusa". Alla vigilia delle elezioni Usa, in un paese che storicamente vede andare alle urne solo la metà della popolazione, si sono moltiplicate le iniziative per convincere i cittadini a votare. Ognuno fa la sua parte, come crede e come può: anche i sex-shop. Così Babeland, una catena statunitense che vende "giocattoli erotici", ha lanciato la sua campagna: il processo democratico è importante, dicono, partecipare è fondamentale, e votare è un modo per far sentire la nostra voce. Ed ecco l'incoraggiamento: "Andate in uno dei nostri negozi a New York o Seattle, portando la tessera elettorale, la ricevuta di voto o la vostra parola d'onore. Se avete votato, vi regaleremo un vibratore", si legge sul loro sito internet.
Babeland è un negozio di articoli erotici piuttosto particolare, nato nel 1993 dall'idea di due ragazze che lamentavano la mancanza di sex-shop "pensati per le donne" nella loro città, Seattle. Così, allo stereotipo del negozio scuro, ambiguo e nascosto, Babeland oppone i suoi spazi colorati e allegri, perché, dicono, "la gente che vive in modo sano la propria sessualità rende il mondo un posto migliore". Babeland non è nuova all'impegno sociale. Sul loro sito si può comprare, ad esempio, il pacco regalo "Come for a cause", vieni per un ideale: comprando questo set di giocattoli erotici, i proventi vanno a finanziare un'associazione che aiuta le donne affette da tumore al seno, mentre il ricavato della vendita di preservativi sostiene le attività di un'altra organizzazione che si occupa di salute riproduttiva, pianificazione familiare e maternità consapevole. Schierarsi per il "processo democratico" è un altro passo in questa direzione.
"Non importa dove vivete, per favore votate". E se dopo aver votato volete dare una mano a portare altri cittadini alle urne, ben venga. "Giocattoli erotici in cambio del voto: solo la soddisfazione di avere contribuito a rendere il vostro paese un posto migliore può esser meglio di così". Ma votare per chi? Solo in fondo all'articolo chi scrive si sbilancia: "Io vivo a New York, ma sarò tutto il giorno a Philadelphia a lavorare per Obama". E i clienti sembrano d'accordo: " Grande idea!", commenta un lettore. "Fantastica promozione, si vede che a Babeland amano più dare che ricevere: sono donne!", nota una ragazza. E un'altra aggiunge: "Un'autrice, di cui non ricordo il nome, chiamava la masturbazione "votare repubblicano", perché è la cosa più egoista che una persona possa fare". L'America si prepara al grande giorno. In vibrante attesa.
Andate a votare, vi regaleremo un vibratore. L'articolo mostra la foto un giocattolo erotico, avvolto in una bandiera a stelle e strisce, con l'avvertenza: "Attenzione, bandiera non inclusa". Alla vigilia delle elezioni Usa, in un paese che storicamente vede andare alle urne solo la metà della popolazione, si sono moltiplicate le iniziative per convincere i cittadini a votare. Ognuno fa la sua parte, come crede e come può: anche i sex-shop. Così Babeland, una catena statunitense che vende "giocattoli erotici", ha lanciato la sua campagna: il processo democratico è importante, dicono, partecipare è fondamentale, e votare è un modo per far sentire la nostra voce. Ed ecco l'incoraggiamento: "Andate in uno dei nostri negozi a New York o Seattle, portando la tessera elettorale, la ricevuta di voto o la vostra parola d'onore. Se avete votato, vi regaleremo un vibratore", si legge sul loro sito internet.
Babeland è un negozio di articoli erotici piuttosto particolare, nato nel 1993 dall'idea di due ragazze che lamentavano la mancanza di sex-shop "pensati per le donne" nella loro città, Seattle. Così, allo stereotipo del negozio scuro, ambiguo e nascosto, Babeland oppone i suoi spazi colorati e allegri, perché, dicono, "la gente che vive in modo sano la propria sessualità rende il mondo un posto migliore". Babeland non è nuova all'impegno sociale. Sul loro sito si può comprare, ad esempio, il pacco regalo "Come for a cause", vieni per un ideale: comprando questo set di giocattoli erotici, i proventi vanno a finanziare un'associazione che aiuta le donne affette da tumore al seno, mentre il ricavato della vendita di preservativi sostiene le attività di un'altra organizzazione che si occupa di salute riproduttiva, pianificazione familiare e maternità consapevole. Schierarsi per il "processo democratico" è un altro passo in questa direzione.
"Non importa dove vivete, per favore votate". E se dopo aver votato volete dare una mano a portare altri cittadini alle urne, ben venga. "Giocattoli erotici in cambio del voto: solo la soddisfazione di avere contribuito a rendere il vostro paese un posto migliore può esser meglio di così". Ma votare per chi? Solo in fondo all'articolo chi scrive si sbilancia: "Io vivo a New York, ma sarò tutto il giorno a Philadelphia a lavorare per Obama". E i clienti sembrano d'accordo: " Grande idea!", commenta un lettore. "Fantastica promozione, si vede che a Babeland amano più dare che ricevere: sono donne!", nota una ragazza. E un'altra aggiunge: "Un'autrice, di cui non ricordo il nome, chiamava la masturbazione "votare repubblicano", perché è la cosa più egoista che una persona possa fare". L'America si prepara al grande giorno. In vibrante attesa.
martedì 4 novembre 2008
venerdì 31 ottobre 2008
Se giudico me stesso lo posso fare anche con gli altri
...e via così di altre citazioni, ce ne sarebbero un milione.
Sto colmando la mia ignoranza cinematografica (gerundio da intendersi con tempistiche simili a la vita è una malattia terminale, sempre sperando che questa frase non porti sfiga), in questo periodo Nanni Moretti collection.
Lo devo rivalutare, a forza di film tragici da cui si esce piangendo risate, e questa volta è il mio turno di dire "è il film per me". Le ho tutte, come sfogliando l'enciclopedia medica, salvo -per ora ;D- gli istinti omicidi.
E tra tutte le citazioni possibili, per non dover ammettere va bè, continuiamo così, facciamoci del male allora VOGLIO uno screenshot di Fabretti e Di Pinto poliziotti in borghese, a cui corrisponde «Sono un poliziotto...» «Eh, lo vedo!»
(Tra l'altro, Mora, cercando sul gogolo "di pinto foto" è uscita questa)
«Io piuttosto che entrare in banca mi ammazzo»
«Il Sessantotto è stato l'anno di prova della distruzione del mondo. Ma prima, prima c'è stata quest'epoca felice, incontaminata e pura in cui l'armonia (Claudia Cardinale), la bellezza (la Dino Ferrari), l'intelligenza collettiva (la Juventus di Omar Sivori), l'uomo nella sua sintesi più alta (James Bond) raggiunsero l'acme, il vertice irripetibile della cultura occidentale».
Sto colmando la mia ignoranza cinematografica (gerundio da intendersi con tempistiche simili a la vita è una malattia terminale, sempre sperando che questa frase non porti sfiga), in questo periodo Nanni Moretti collection.
Lo devo rivalutare, a forza di film tragici da cui si esce piangendo risate, e questa volta è il mio turno di dire "è il film per me". Le ho tutte, come sfogliando l'enciclopedia medica, salvo -per ora ;D- gli istinti omicidi.
E tra tutte le citazioni possibili, per non dover ammettere va bè, continuiamo così, facciamoci del male allora VOGLIO uno screenshot di Fabretti e Di Pinto poliziotti in borghese, a cui corrisponde «Sono un poliziotto...» «Eh, lo vedo!»
(Tra l'altro, Mora, cercando sul gogolo "di pinto foto" è uscita questa)
«Io piuttosto che entrare in banca mi ammazzo»
«Il Sessantotto è stato l'anno di prova della distruzione del mondo. Ma prima, prima c'è stata quest'epoca felice, incontaminata e pura in cui l'armonia (Claudia Cardinale), la bellezza (la Dino Ferrari), l'intelligenza collettiva (la Juventus di Omar Sivori), l'uomo nella sua sintesi più alta (James Bond) raggiunsero l'acme, il vertice irripetibile della cultura occidentale».
giovedì 30 ottobre 2008
Quiz: di sinistra... con le svastiche
Camion di Spranghe, da Robecchi.
Guardate queste foto. Ritraggono quelli che il Corriere della Sera chiama "studenti di destra" e che sono in realtà il manipolo di picchiatori che si è scagliato contro gli studenti questa mattina in piazza Navona. Sapete che la scuola sarà un po’ più banale, un po’ più povera e un po’ più scassata, e dunque portiamoci avanti con il lavoro e alleniamoci ai quiz.
Chi sono i gentiluomini della foto?
a - Studenti ripetenti che hanno preso 2 in storia
b - I ragazzi di Kossiga, venuti a vivacizzare la manifestazione
c - Quelli che la Gelmini vorrebbe come maestri unici
Rispondi al quiz! Abituati alla scuola di domani!
Guardate queste foto. Ritraggono quelli che il Corriere della Sera chiama "studenti di destra" e che sono in realtà il manipolo di picchiatori che si è scagliato contro gli studenti questa mattina in piazza Navona. Sapete che la scuola sarà un po’ più banale, un po’ più povera e un po’ più scassata, e dunque portiamoci avanti con il lavoro e alleniamoci ai quiz.
Chi sono i gentiluomini della foto?
a - Studenti ripetenti che hanno preso 2 in storia
b - I ragazzi di Kossiga, venuti a vivacizzare la manifestazione
c - Quelli che la Gelmini vorrebbe come maestri unici
Rispondi al quiz! Abituati alla scuola di domani!
mercoledì 29 ottobre 2008
infin che 'l mar...
santoddio, qui c'è proprio tutto: una riforma schifosa, una protesta sacrosanta, una grande opportunità di legare diverse voglie di cambiare e capacità di costruire, vecchie strategie di tensione per mettere in crisi tutto questo, risposte dell'"uomo medio" potenziale alleato che non distinguono, prevedibile irritazione verso questi mediomen e conseguente perdita di alleati preziosi.
Cazzo.
11:42 Roma, denuncia degli studenti: "Aggrediti da ragazzi di destra"
Aggrediti da un gruppo di studenti di Blocco Studentesco proprio a pochi passi dal Senato. E' la denuncia di alcuni studenti che partecipano alla manifestazione sotto al Senato. "Erano una sessantina, si sono tolte le cinture dai pantaloni e ci hanno aggrediti - racconta Ludovica, studentessa di un liceo romano - volvevano a tutti i costi guadagnare la testa del presidio. Erano tutti studenti di Blocco Studentesco". Blocco studentesco è un'associazione studentesca di estrema destra. "Un ragazzo è stato malmento e colpito riupetutamente alla testa, erano una furia, non si fermavano. Della polizia neanche l'ombra, sono tutti su corso Rinascimento", conclude Ludovica.
11:44 Roma, ragazzo picchiato: "Erano in dieci con caschi e cinture"
Se l'è cavata con un taglio alla testa Alessandro, il ragazzo del liceo Newton di Roma aggredito da un gruppo del blocco studentesco, sigla di estrema destra. "Ero davanti alla transenna da questa mattina. Improvvisamente mi sono venuti addosso in 10 picchiandomi con i caschi e le cinture. Volevano guadagnare la transenna per un'iniziativa politica ed io ho cercato di dire che dovevamo metterci d'accordo su qualunque manifestazione di questo genere. Per tutta risposta mi hanno colpito con un casco ferendomi alla testa".
11:59 Blocco studentesco: "Noi caricati da antifascisti"
"Mentre si svolgeva il corteo di protesta degli studenti sotto al Senato, i ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti dalla protesta anti-Gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato ad intonare il coro 'né rossi ne neri solo liberi pensieri' per condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del Blocco studentesco. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti". Così in una nota il Blocco studentesco.
Poteva essere il tallone d'Achille di questo movimento studentesco, che ha saputo conquistare un grande spazio con l'arma della creatività e della assoluta non violenza. In parte, questa mattina il timore si è trasformato in realtà: l'irruzione del meccanismo più classico della provocazione squadrista verso gli studenti nel corteo con la ancor più classica risposta dai gruppi . Con carica finale della polizia. E - questa è una variante berlusconiana - il premier che chiosa: "Siamo stati di manica fin troppo larga".
Tutto già visto, ma tanto basta perché la protesta contro la legge Gelmini nel giorno della sua approvazione si trasformi, nei media, in scontri tra opposti estremismi. Con strascico di condanne o polemiche sull'azione della polizia.
Ora il movimento degli studenti è subito a un bivio. Continueranno le occupazioni dei licei, aumenteranno i rischi di tafferugli, le università saranno alle prese con la partenza del "loro" decreto, come annunciato oggi dal ministro. Ma soprattutto dovranno sperimentare se sono davvero capaci di far comprendere le preoccupazioni per la qualità della cultura (e della società) che gli derivano dalle decisioni e dagli annunci di chi governo questo paese.
Dovranno imboccare una strada già nei prossimi giorni. E una spinta non piccola verso quella che verrà scelta dipenderà anche dalla politica, dalla capacità di parlare delle forze di opposizione e dai sindacati, che domani bloccheranno quei docenti ai quali questo movimento si è rivolto più di ogni altra volta.
(29 ottobre 2008)
Cazzo.
11:42 Roma, denuncia degli studenti: "Aggrediti da ragazzi di destra"
Aggrediti da un gruppo di studenti di Blocco Studentesco proprio a pochi passi dal Senato. E' la denuncia di alcuni studenti che partecipano alla manifestazione sotto al Senato. "Erano una sessantina, si sono tolte le cinture dai pantaloni e ci hanno aggrediti - racconta Ludovica, studentessa di un liceo romano - volvevano a tutti i costi guadagnare la testa del presidio. Erano tutti studenti di Blocco Studentesco". Blocco studentesco è un'associazione studentesca di estrema destra. "Un ragazzo è stato malmento e colpito riupetutamente alla testa, erano una furia, non si fermavano. Della polizia neanche l'ombra, sono tutti su corso Rinascimento", conclude Ludovica.
11:44 Roma, ragazzo picchiato: "Erano in dieci con caschi e cinture"
Se l'è cavata con un taglio alla testa Alessandro, il ragazzo del liceo Newton di Roma aggredito da un gruppo del blocco studentesco, sigla di estrema destra. "Ero davanti alla transenna da questa mattina. Improvvisamente mi sono venuti addosso in 10 picchiandomi con i caschi e le cinture. Volevano guadagnare la transenna per un'iniziativa politica ed io ho cercato di dire che dovevamo metterci d'accordo su qualunque manifestazione di questo genere. Per tutta risposta mi hanno colpito con un casco ferendomi alla testa".
11:59 Blocco studentesco: "Noi caricati da antifascisti"
"Mentre si svolgeva il corteo di protesta degli studenti sotto al Senato, i ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti dalla protesta anti-Gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato ad intonare il coro 'né rossi ne neri solo liberi pensieri' per condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del Blocco studentesco. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti". Così in una nota il Blocco studentesco.
Poteva essere il tallone d'Achille di questo movimento studentesco, che ha saputo conquistare un grande spazio con l'arma della creatività e della assoluta non violenza. In parte, questa mattina il timore si è trasformato in realtà: l'irruzione del meccanismo più classico della provocazione squadrista verso gli studenti nel corteo con la ancor più classica risposta dai gruppi . Con carica finale della polizia. E - questa è una variante berlusconiana - il premier che chiosa: "Siamo stati di manica fin troppo larga".
Tutto già visto, ma tanto basta perché la protesta contro la legge Gelmini nel giorno della sua approvazione si trasformi, nei media, in scontri tra opposti estremismi. Con strascico di condanne o polemiche sull'azione della polizia.
Ora il movimento degli studenti è subito a un bivio. Continueranno le occupazioni dei licei, aumenteranno i rischi di tafferugli, le università saranno alle prese con la partenza del "loro" decreto, come annunciato oggi dal ministro. Ma soprattutto dovranno sperimentare se sono davvero capaci di far comprendere le preoccupazioni per la qualità della cultura (e della società) che gli derivano dalle decisioni e dagli annunci di chi governo questo paese.
Dovranno imboccare una strada già nei prossimi giorni. E una spinta non piccola verso quella che verrà scelta dipenderà anche dalla politica, dalla capacità di parlare delle forze di opposizione e dai sindacati, che domani bloccheranno quei docenti ai quali questo movimento si è rivolto più di ogni altra volta.
(29 ottobre 2008)
giovedì 23 ottobre 2008
Ma allora che ci guadagni?
con un grazie a tutte e tutti quelle/i a cui nella mia vita ho detto o pensato...
Uff!
Io sono tre settimane che sono di corsissima, e non ce la faccio più a scrivere nemmeno quelle poche volte che ne avrei voglia.
E così niente commento su Miracolo a Sant'Anna (non ancora), niente pubblicità all'amico letterato, niente fotine di casa, niente discorsi di risotti scotti con funghi crudi (ma criticati ben più di così), eccetera eccetera.
Quindi un'interlocuzione velocissima solo perché io lo odio, il fotomessaggio mattutino che il Sito-Interno-Degli-Informatici-Chiusi-Nel-Bunker propina ogni giorno, non si sa perché o forse si sa fin troppo perché (tutta la vita davanti). Ma oggi, oggi non lo posso odiare:
Io sono tre settimane che sono di corsissima, e non ce la faccio più a scrivere nemmeno quelle poche volte che ne avrei voglia.
E così niente commento su Miracolo a Sant'Anna (non ancora), niente pubblicità all'amico letterato, niente fotine di casa, niente discorsi di risotti scotti con funghi crudi (ma criticati ben più di così), eccetera eccetera.
Quindi un'interlocuzione velocissima solo perché io lo odio, il fotomessaggio mattutino che il Sito-Interno-Degli-Informatici-Chiusi-Nel-Bunker propina ogni giorno, non si sa perché o forse si sa fin troppo perché (tutta la vita davanti). Ma oggi, oggi non lo posso odiare:

"...tu hai dei capelli color d'oro...
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.
E amerò il rumore del vento nel grano..."
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.
E amerò il rumore del vento nel grano..."
(Antoine de Saint-Exupery - Il piccolo principe)
"Ci guadagno -disse- il colore del grano"
lunedì 13 ottobre 2008
Costruire relazioni
A volte anche gli inutili corsi milanesi hanno risvolti positivi, come la mostra su Ligabue
che peraltro mi piace molto più come scultore

ma mi fa impazzire con l'autoritratto -forse inconsapevolmente- stile "Droste"
che peraltro mi piace molto più come scultore

ma mi fa impazzire con l'autoritratto -forse inconsapevolmente- stile "Droste"
martedì 7 ottobre 2008
Centro Traumatizzati - III
ARREDAMENTO

E finalmente arriva il Tatino, una tenda da doccia ed è subito arredamento! :P
(aspettate che cominciamo "seriamente"...)
Ma soprattutto finalmente arriva Elisa, e (chissà quali armi di persuasione avrà? ;D) convince in 30 secondi il Tatino a sottoscrivere l'ADSL. A breve Talpa will be back!

E finalmente arriva il Tatino, una tenda da doccia ed è subito arredamento! :P
(aspettate che cominciamo "seriamente"...)
Ma soprattutto finalmente arriva Elisa, e (chissà quali armi di persuasione avrà? ;D) convince in 30 secondi il Tatino a sottoscrivere l'ADSL. A breve Talpa will be back!
giovedì 2 ottobre 2008
Lode
Lode alla commissione che prima della proclamazione legge proclama anti-Gelmini;Lode al pubblico che applaude persino più sentitamente che alla successiva proclamazione, mica per niente abbiamo il collettivo Red-Shift (spostamento verso il rosso, fenomeno astronomico);
Lode infine alla scritta sul muro in cui sono incappato all'uscita, e poi qualcuno mi chiede ancora perché mi piacerebbe stare a San Salvario.
...
...
Ah, già, sì: Lode anche all'Altro Emisfero del Cervello che si laureò. Con Lode. Tra amici e amiche che lo festeggiano (anche quelli non ricordati nei ringraziamenti ;D). Copiose foto non appena ne riceverò di copiose.
lunedì 29 settembre 2008
...e il Cattivo
BAKER STREET - Post Scriptum
...e il Cattivo è stufo di fare ed essere il cattivo.
E' stufo di fraintendimenti, e se una comunicazione qualsiasi prevede (almeno) due soggetti, è stufo di passare per l'unico che non sa esprimersi non dice non capisce. E se gli si dice che se se ne fosse andato un mese prima poteva non pagare la sua quota d'affitto, è stufo di sentirsi dire che c'erano delle condizioni (non esplicitate, ma chiaramente ovvie) e che quelle condizioni ovviamente non si verificano più e che lui pensa sempre soltanto ai suoi interessi.
...e il Cattivo è stufo di fare ed essere il cattivo.
E' stufo di fraintendimenti, e se una comunicazione qualsiasi prevede (almeno) due soggetti, è stufo di passare per l'unico che non sa esprimersi non dice non capisce. E se gli si dice che se se ne fosse andato un mese prima poteva non pagare la sua quota d'affitto, è stufo di sentirsi dire che c'erano delle condizioni (non esplicitate, ma chiaramente ovvie) e che quelle condizioni ovviamente non si verificano più e che lui pensa sempre soltanto ai suoi interessi.
lunedì 22 settembre 2008
Mutande scacciaf...
Festa della Birra, Susa.
Dove si può andare solo come piacere per un amico a cui la donna ha impedito altre forme di addio al celibato.
Gli regalano il classico libello scemo, con le classiche istruzioni sceme su come comportarsi a letto.
L'Imprevedibile Rivoluzionario scova a colpo d'occhio l'unica frase che può strappare un sorriso, sul tema mutande bianche.
"Alla stessa maniera per cui si somministra porno ai rivoluzionari per spegnere le loro idee, si danno mutande bianche ai popoli, per favorire rivoluzioni sfruttando il testosterone represso degli impiegati".
Dove si può andare solo come piacere per un amico a cui la donna ha impedito altre forme di addio al celibato.
Gli regalano il classico libello scemo, con le classiche istruzioni sceme su come comportarsi a letto.
L'Imprevedibile Rivoluzionario scova a colpo d'occhio l'unica frase che può strappare un sorriso, sul tema mutande bianche.
"Alla stessa maniera per cui si somministra porno ai rivoluzionari per spegnere le loro idee, si danno mutande bianche ai popoli, per favorire rivoluzioni sfruttando il testosterone represso degli impiegati".
mercoledì 17 settembre 2008
One Year Later...
giovedì 11 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
E' tutto falso - puntata n (dove n è un numero che ho dimenticato)
LONDRA (9 settembre) - La particella di Higgs non si troverà: è più una speranza che una certezza quella che ha spinto Stephen Hawking a scommettere 100 dollari che al Cern di Ginevra la cosidetta «particella di Dio» che dovrebbe dare ad ogni cosa la sua massa, non si materializzerà.
Secondo il celebre astrofisico britannnico infatti, «sarebbe molto più emozionante non trovare la Higgs. Dimostrerebbe che abbiamo sbagliato qualcosa e che dobbiamo ripensarci».
Secondo il celebre astrofisico britannnico infatti, «sarebbe molto più emozionante non trovare la Higgs. Dimostrerebbe che abbiamo sbagliato qualcosa e che dobbiamo ripensarci».
(Per la foto: il senso è questo)
mercoledì 3 settembre 2008
Dichiarazione d'Amore Vero
Io, c'è un omino che adoro.
Anche se questa frase sembra da gay, peggio, anche se questa frase è sgrammaticata.
Anche se mi fa pesare inconsciamente e pure consciamente di non essermi (ancora?) laureato.
Anche se mi fa pesare inconsciamente e pure consciamente un lavoro di merda.
Ma soprattutto anche se non mi ha messo abbastanza in rilievo nei ringraziamenti...
Io, quest'uomo, lo devo dichiarare (sempre sgrammaticamente): è un genio!
Ché riesce a scrivere nella tesi:
"Il calcolo che conduce a quest’ultima equazione, per quanto divertente, non è del tutto banale; quindi per brevità NON lo riportiamo, rimandando al manuale di Itzykson e Drouffe per i dettagli" [la punteggiatura è mia, perché lui a parte i simboli matematici non conosce altri segni].
Ma soprattutto:
"Dopo esserci riconciliati con lo spaziotempo continuo..."
Ecco, io sono contento per lui, che abbia sanato gli screzi passati con lo spaziotempo continuo.
Anche se il MIO pensiero, invece, resta sempre "è tutto falso".
E se il CERN non ci uccide tutti con un buco nero in quiete nel centro di massa della Terra, poiché non troveranno nulla, sarà dimostrato, che è tutto falso. Come postai in passato.
Falso, mapperò molto divertente.
Anche se questa frase sembra da gay, peggio, anche se questa frase è sgrammaticata.
Anche se mi fa pesare inconsciamente e pure consciamente di non essermi (ancora?) laureato.
Anche se mi fa pesare inconsciamente e pure consciamente un lavoro di merda.
Ma soprattutto anche se non mi ha messo abbastanza in rilievo nei ringraziamenti...
Io, quest'uomo, lo devo dichiarare (sempre sgrammaticamente): è un genio!
Ché riesce a scrivere nella tesi:
"Il calcolo che conduce a quest’ultima equazione, per quanto divertente, non è del tutto banale; quindi per brevità NON lo riportiamo, rimandando al manuale di Itzykson e Drouffe per i dettagli" [la punteggiatura è mia, perché lui a parte i simboli matematici non conosce altri segni].
Ma soprattutto:
"Dopo esserci riconciliati con lo spaziotempo continuo..."
Ecco, io sono contento per lui, che abbia sanato gli screzi passati con lo spaziotempo continuo.
Anche se il MIO pensiero, invece, resta sempre "è tutto falso".
E se il CERN non ci uccide tutti con un buco nero in quiete nel centro di massa della Terra, poiché non troveranno nulla, sarà dimostrato, che è tutto falso. Come postai in passato.
Falso, mapperò molto divertente.
martedì 5 agosto 2008
Miniver: Ministero della Verità
L'IGNORANZA E' FORZA
copincollo
La "Verità" e il reggiseno di Silvio
Palazzo Chigi censura Tiepolo
L’aveva scelto lui, Silvio Berlusconi in persona, quel dipinto maestoso di Giambattista Tiepolo, «La Verità svelata dal Tempo». L’aveva voluto come sfondo alle spalle dei ministri, quando in conferenza stampa avrebbero riferito delle decisioni prese in Consiglio. Era piaciuto a tutti, fino a qualche giorno fa. Quando qualcosa è cambiato. E il seno perfettamente tondo della bella donna morbida e diafana al centro del quadro è scomparso, coperto da una macchia di colore chiaro. Un drappo, probabilmente nato dal lavoro di ritocco sull’immagine digitale. Un click e via anche l’ombelico, il simbolo della trasgressione che la Raffa nazionale sdoganò in televisione qualche decennio fa. Così, nel nuovo pannello sulla parete dietro le spalle dei ministri, la Verità del Tiepolo si veste di una leggera tunica lattea, mai indossata prima d’ora. Forse i fidi collaboratori del premier gli hanno suggerito che un capezzolo nitidamente delineato alla sua sinistra avrebbe potuto distogliere l’attenzione dei giornalisti dal contenuto dei suoi discorsi? O forse le ministre Carfagna, Gelmini, Meloni e Prestigiacomo hanno protestato contro la nudità femminile data in pasto alla stampa, in primo piano, lamentando una scelta dal sapore vagamente maschilista? Pare di no. La spiegazione dello staff di tecnici dell’immagine del presidente del Consiglio è un’altra: la mammella è scomparsa «a fin di bene». La visione di quel seno «a volte inevitabilmente in evidenza in alcune riprese delle conferenze stampa» potrebbe urtare «la sensibilità di qualche spettatore».
Censura, ma con finalità più che nobili. La Chiesa non c’entra: la Controriforma è targata Berlusconi, il leader politico che ha rivoluzionato il Paese anche con la tv delle veline, tutta cosce e intrattenimento. Insomma, un Silvio modello 1564, l’anno in cui le autorità ecclesiastiche decisero di cancellare l’indecenza delle anime che Michelangelo aveva affrescato nella Cappella Sistina. Tutte indecorosamente nude. In Paradiso come all’Inferno. E tutte prontamente rivestite dalla mano di Daniele da Volterra con stoffe variopinte affinché i genitali divenissero invisibili agli occhi dello spettatore.
Anzi, del fedele. Chissà se della decisione sa qualcosa Mario Catalano, lo stretto collaboratore in materia di scenografia del Cavaliere, l’architetto che collaborò proprio con la Carrà e che propose la Verità settecentesca a Berlusconi. E chissà che ne pensa Tiepolo, che finora ha riposato nella convinzione che la censura moralista non potesse più essere affar suo.
copincolloLa "Verità" e il reggiseno di Silvio
Palazzo Chigi censura Tiepolo
L’aveva scelto lui, Silvio Berlusconi in persona, quel dipinto maestoso di Giambattista Tiepolo, «La Verità svelata dal Tempo». L’aveva voluto come sfondo alle spalle dei ministri, quando in conferenza stampa avrebbero riferito delle decisioni prese in Consiglio. Era piaciuto a tutti, fino a qualche giorno fa. Quando qualcosa è cambiato. E il seno perfettamente tondo della bella donna morbida e diafana al centro del quadro è scomparso, coperto da una macchia di colore chiaro. Un drappo, probabilmente nato dal lavoro di ritocco sull’immagine digitale. Un click e via anche l’ombelico, il simbolo della trasgressione che la Raffa nazionale sdoganò in televisione qualche decennio fa. Così, nel nuovo pannello sulla parete dietro le spalle dei ministri, la Verità del Tiepolo si veste di una leggera tunica lattea, mai indossata prima d’ora. Forse i fidi collaboratori del premier gli hanno suggerito che un capezzolo nitidamente delineato alla sua sinistra avrebbe potuto distogliere l’attenzione dei giornalisti dal contenuto dei suoi discorsi? O forse le ministre Carfagna, Gelmini, Meloni e Prestigiacomo hanno protestato contro la nudità femminile data in pasto alla stampa, in primo piano, lamentando una scelta dal sapore vagamente maschilista? Pare di no. La spiegazione dello staff di tecnici dell’immagine del presidente del Consiglio è un’altra: la mammella è scomparsa «a fin di bene». La visione di quel seno «a volte inevitabilmente in evidenza in alcune riprese delle conferenze stampa» potrebbe urtare «la sensibilità di qualche spettatore».
Censura, ma con finalità più che nobili. La Chiesa non c’entra: la Controriforma è targata Berlusconi, il leader politico che ha rivoluzionato il Paese anche con la tv delle veline, tutta cosce e intrattenimento. Insomma, un Silvio modello 1564, l’anno in cui le autorità ecclesiastiche decisero di cancellare l’indecenza delle anime che Michelangelo aveva affrescato nella Cappella Sistina. Tutte indecorosamente nude. In Paradiso come all’Inferno. E tutte prontamente rivestite dalla mano di Daniele da Volterra con stoffe variopinte affinché i genitali divenissero invisibili agli occhi dello spettatore.
Anzi, del fedele. Chissà se della decisione sa qualcosa Mario Catalano, lo stretto collaboratore in materia di scenografia del Cavaliere, l’architetto che collaborò proprio con la Carrà e che propose la Verità settecentesca a Berlusconi. E chissà che ne pensa Tiepolo, che finora ha riposato nella convinzione che la censura moralista non potesse più essere affar suo.
lunedì 4 agosto 2008
House pro Obama :P
copincollo
Il potentissimo magnate conservatore Rupert Murdoch, grande alleato del partito repubblicano, si è ritrovato, suo malgrado, a dare una mano ai candidati democratici nella corsa presidenziale del 2008.
«Chi di voi non ha un'assicurazione sanitaria?». Quando la maggior parte degli interpellati alza la mano, il medico risponde: «Michael Moore aveva ragione». Poi ordina «stanze private e costosi esami diagnostici per tutti questi pazienti» e dopo aver alzato il pugno sinistro (nel destro ha il bastone) esclama: «Fight the power», combatti il potere.
Il potentissimo magnate conservatore Rupert Murdoch, grande alleato del partito repubblicano, si è ritrovato, suo malgrado, a dare una mano ai candidati democratici nella corsa presidenziale del 2008.
«Chi di voi non ha un'assicurazione sanitaria?». Quando la maggior parte degli interpellati alza la mano, il medico risponde: «Michael Moore aveva ragione». Poi ordina «stanze private e costosi esami diagnostici per tutti questi pazienti» e dopo aver alzato il pugno sinistro (nel destro ha il bastone) esclama: «Fight the power», combatti il potere.
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