Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

giovedì 22 maggio 2008

Auguri

Previsione SADICA:
L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
giovedì 10 agosto 2045 alle 22:47,
all'età di 65 anni,
durante una gara a chi beveva più bicchieri di vodka contro il campione russo in carica
o anche
subito dopo aver detto al tuo partner: "Ma dai, non lo faresti mai!".

Previsione PESSIMISTICA:
L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
lunedì 13 settembre 2055 alle 5:14,
all'età di 75 anni,
dopo esserti giocato la vita in una partita a poker con la Morte (mah... come faceva ad avere cinque assi?!)
o anche
colpito a morte da un colpo di pistola ad acqua

Previsione REALISTICA:
L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
domenica 3 agosto 2064 alle 0:06,
all'età di 84 anni,
a causa di un fenomeno fisico teoricamente impossibile
o anche
sucidandoti per far avverare questo verdetto del Deathclock

Previsione OTTIMISTICA:
L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
martedì 16 agosto 2072 alle 7:46,
all'età di 92 anni,
soppresso da forme di vita aliene dopo essere stato usato come cavia per dolorosissimi esperimenti
(e meno male che era quella ottimistica)

mercoledì 21 maggio 2008

Senza dormire non posso stare
E qui mi scoppiano i nervi
Questi nervi tesi come lame
E il materasso e` un' onda del mare

Senza dormire non posso stare
Troppe cose proibite da dimenticare
Questa notte e` un lungo treno che balla
E rokka e rolla in una testa vuota

(...)

Senza dormire non si puo` stare
Me lo ripete ogni giorno il dottore
Il pazzo buono dorme tutta la notte
Quello cattivo si prende le botte

(...)

Senza dormire non posso stare
Passa il controllo e te la fanno pagare
Ma prendo il sole e prendo pure la luna
Oltre queste sbarre mi vedrai volare


PS. Grazie a tutti gli amici che in questi giorni erano vicini, via ippogrifo o a Bruges. (anche tu, Luc, anche tu :D)

venerdì 16 maggio 2008

Ossantoddio!

Ieri sera sono tornato a casa a mezzanotte, in acido perché non avevo mangiato e avevo sonno e quindi, come i bimbi, mi veniva da fare i capricci. Ho acceso la TV mentre mi facevo un'insalata, ho visto LaRussa, m'è passata la fame. Che è fascista si sapeva, ma è anche maledettamente intelligente (e anche questo si sapeva) e quindi è troppo furbo per farsi sgamare maldestramente. Riuscirà ad usare l'esercito per azioni di polizia, anzi di pulizia (etnica) senza suscitare polemiche. Perché si sta preoccupando di come non offrire il fianco all'opinione pubblica internazionale, il che significa che quella italiana la dà già per infinocchiata. Se non concorde. Ho visto la Val di Susa distrutta, come nell'ultima pagina di Dylan Dog "Ti ho visto morire". E stavo pensando ommioddio, forse dovevo veramente preoccuparmi di più di Berlusconi, forse al punto di pensare seriamente a Veltroni?


Poi "per fortuna" oggi mi è arrivata questa immagine. E' stata diffusa prima del pogrom napoletano contro i rom. E qualcuno li ha votati?!

sabato 10 maggio 2008

10 maggio 2008 !!!

Una festa a lungo attesa


o, come dice il mio amico Zagor Tenaglia, altrimenti detto Zanca, mai evento più inutile fu più atteso, e più a lungo.
Quale evento? Beh, trattasi ovviamente di dieci anni dopo il 10 maggio 1998. Bella forza, direte voi.
E' più o meno la stessa esclamazione che ho avuto io lo scorso capodanno. Per puro caso, mi trovo a festeggiare in montagna, tra gli invitati c'è anche il fratello minore di un mio compagno del liceo. Lo chiameremo Simone, tendenzialmente per il motivo che si chiama proprio così. Allora, Simone al momento del brindisi mi fa, con sguardo che vuole sottintendere qualcos'altro: "Ehi! quest'anno è il 2008!!!".
Io, prevedibilmente stranito, gli rispondo con un tono da scoperta dell'acqua calda: "Eh. Quindi?"
E lui: "Quindi questo è l'anno del 10 maggio 2008!".

Come potesse saperlo anche lui (non che nel 2008 ci sarebbe stato il 10 maggio 2008, questo immagino lo supponeste anche voi; del nanetto in questione, o aneddoto che dir si voglia), lo ignoro. Dal momento che non era presente, Simone deve essersi ricordato che il fratello gliene aveva parlato... il che sorprende, e può dare una vaga idea di quanto sia calzante la sentenza di Zanca: mai evento più inutile fu più atteso, e più a lungo.

Ordunque, il mattino del 10 maggio 1998, si era in classe durante l'ora di biologia (o chimica, o geologia; ma il calendario di Windows mi dice che non può essere, perché era una domenica. Merda, questo significa che la mia memoria ancora non ha iniziato a raccontare il nanetto, e già sta svarionando. O forse potrebbe significare che ho scoperto un altro baco del buon Windows, ma ho controllato i calcoli, e quindi sarebbe un baco condiviso dal mio cervello in ogni caso). Il prof, che chiameremo Angelo, tendenzialmente per il motivo che è questo il suo nome, era (ed è) personcina ammodo e simpatica. Ci dava del lei, dal momento che noi davamo del lei a lui, per parità; ogni tanto, nelle pause per farci rifiatare, si chiacchierava di musica (che scambiava con noi), di videogiochi (che idem), di aneddoti di vita quotidiana, di collezionismo, di chi più ne ha più ne metta. Si faceva crescere la barba e poi la tagliava completamente una volta ogni settimana o due (di non radersi troppo spesso gliel'aveva consigliato il dermatologo, diceva, per non ricordo quale motivo). Era dunque una barba caotica e incolta, che gli conferiva un'aria un po' schizzata, specie abbinata al perenne sorriso tutto denti, e al fatto che, pur essendo piuttosto pelato, teneva anche i capelli, ricci, un po' lunghi. Insomma, aveva l'aria del mad doctor, ma simpatico.
Quel giorno, che avrei detto essere il 10 maggio 1998 ma non è, per i motivi su esposti, il 10 maggio 1998, Angelo mi guarda (la fronte) e di punto in bianco mi fa: "ma sa, Talpa, credo che lei si ritroverà pelato come me".
Il motivo, appreso dopo svariati gesti scaramantici da parte mia, aveva a che fare col fatto che lui sembrava notare una certa fragilità nella mia capigliatura, e che lui aveva cominciato a stempiare più o meno alla mia età più o meno nello stesso modo.
Io, bastian contrario: "Io penso proprio di no. Quindi facciamo così: ci rivediamo qui tra 10 anni e le dimostro che aveva torto". Si concordano dunque la data, 10 maggio 2008, l'ora, le 10 del mattino (facile da ricordare per via del 10), e il luogo (davanti all'ingresso della nuova sede del liceo).

E questo, più o meno, sarebbe quanto. Se non fosse che il nanetto si è accresciuto nel corso degli anni, e ogni qualvolta qualcuno di noi, vecchi compagni, si incontrava, ci salutavamo ricordandoci l'appuntamento. M'è capitato anche di beccare Angelo in piazza Castello, abbiamo fatto due parole, e ci siamo vicendevolmente ricordati la scommessa. Notando il fatto che tante classi organizzano delle rimpatriate dopo il liceo (noi, mai fatto), ma nessuno fissa (e si ricorda) un appuntamento per un giorno specifico da lì a dieci anni, senza mai sentirsi durante.
Arrivato maggio, un paio di amici cominciano ad assillarmi se si fa qualcosa per questa benedetta ricorrenza. Tra questi il buon Zanca, già ricordato, e soprattutto il buon Barella, che se non l'avessi fermato in tempo forse a quest'ora sarebbe ancora davanti al liceo ad aspettare. Quindi mi sono sentito in dovere di provare almeno a contattare il prof. Che nel frattempo ha cambiato scuola. Quindi, parte un giro di telefonate ai licei in cui mi sembrava si fosse trasferito: niente; poi a tutti i torinesi suoi omonimi presenti sulla guida del telefono, per fortuna solo due: niente. Quindi, ultimo tentativo, mi torna in mente che i suoi genitori abitavano in una paesino nella Valle a fianco.
C'è un solo cognome corrispondente sulla guida, chiamo. Voce di donna di una certa età. "Chiedo scusa, so che può sembrare strano, ma per caso abita qui il professor XY?"
"Sì, sarebbe mio figlio".
"Sono un suo ex studente, mi farebbe piacere parlargli un attimo di una cosa, mi può mica dire per cortesia dove potrei trovarlo?"
Esita. Poi: "sì, è andato in ospedale a trovare mio marito".
"..."
"..."
Bene, mi son fatto la mia figura di merda quotidiana. Lascio comunque il numero, casomai.

Oggi mi ha richiamato. Abbiamo parlato cinque minuti di suo padre, e poi mezz'ora di risate. Dice che si ricordava della scommessa, e che si è messo a ridere appena sua madre gli ha detto il mio nome, perché ha capito per cosa lo cercavo. Magari ci vedremo per un aperitivo, o se si riesce per una rimpatriata con tutti.


PS: l'immagine di Rock Around the Clock di questo post è dovuta al fatto che cercavo di cos'altro poteva essere anniversario il 10 maggio... 14 anni dal primo governo del Cavalier Bellachioma non mi piacevano, quindi meglio 54 anni dalla canzone di Bill Haley.
PPS: la scommessa, comunque, l'ha vinta Angelo... :D


giovedì 8 maggio 2008

Banda Bassotti

Mia mamma me l'ha sempre detto, guardare troppa televisione fa male. Specie se si assiste in diretta alla proclamazione della BandaBassotti, per quanto si potesse essere preparati.

Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, va beh, si sapeva che alla destra dell'ambiente non gliene poteva fregare di meno. Stavolta non ci potrà essere Fini a farla piangere in Consiglio, magari il prossimo scoop sarà per molestie sessuali, da parte di, che so, Calderoli? Che lui coi maiali dovrebbe avere qualche affinità, tra leggi porcata e passeggiate con suini sui luoghi su cui dovrebbero sorgere moschee.
Calderoli al Ministero per i Premi di Consolazione, non potevamo certo farne a meno: Gheddafi fosse stato azionista del Milan, anziché della Juve, magari sarebbe stato ascoltato un po' di più dal Cavalier Crapa Pelata (anzi, Crapa Ripopolata: ma perché la pubblicità della crescina non l'hanno fatta fare a lui anziché a Ronaldo? sarebbe stato un testimonial più credibile).
Alfano alla Giustizia, si vede che fa punteggio in graduatoria essere stato il primo a chiedere il reinserimento in politica di un condannato per associazione mafiosa (trattavasi ovviamente di Dell'Utri).
Tremonti all'Economia, e il prossimo passo qual è, Pietro Gambadilegno al Tesoro?
Ma soprattutto LaRussa alla Difesa?! e poi cosa, Goebbels alle Telecomunicazioni?!

martedì 6 maggio 2008

Regina del cerchio

Dei naziskin veronesi massacrano di botte un tizio, secondo Fini è più grave che venga bruciata una bandiera d'Israele...
Canale5 trasmette la replica di una puntata del dr. House:
«E' così terribile volere un figlio normale? E' normale desiderare la normalità».
«Parli come una vera regina del cerchio. Vedi, la gente snella, bianca, socialmente privilegiata, tende a tracciare un cerchio: all'interno ci mette le persone normali; quelle rimaste fuori devono essere picchiate, distrutte, aggiustate, prima di poter andare in mezzo alle altre. Se non si aggiustano, bisogna isolarle in qualche recinto, o peggio, compatirle».



lunedì 5 maggio 2008

venerdì 25 aprile 2008

LIBERO!

agg, s.m.

1 agg
Lavoratore che terminate le sue mansioni quotidiane può abbandonare il luogo di lavoro. Quale il sottoscritto, nella giornata della Liberazione, la cui presenza lavorativa si percepiva inutile fin dalle 8.35 (ingresso ore 8.30) dopo un rapido conteggio delle filiali problematiche, detratte quelle non raggiungibili, detratti i direttori -giustamente- assenteisti, diviso per il numero dei fessi arruolati nel bunker.

2 s.m.
Giornalucolo diretto dal fascistissimo, che sarebbe -giustamente e ragionevolmente- condannato all'estinzione qualora fosse approvata una certa proposta di legge per l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria di partito, proposta di legge per la quale per coincidenza si raccolgono delle firme in data odierna. Giornalucolo per inciso oggetto di simpatica interiezione da parte dell'edicolante del Lingotto, il quale a domanda del sottoscritto Avete il Manifesto? (domanda dettata dal fatto che qui mediamente quando presenti il tagliando dell'abbonamento cartaceo ti guardano come un marziano) il quale edicolante, si diceva, ha risposto Ovvio, dovremmo tenere solo 'Libero'?!

lunedì 21 aprile 2008

Bianconiglio

Mi piace, mi piace la definizione. E' vero, sono un po' di corsa...

venerdì 22 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

221 B, Baker Street - XII

Il Buono ogni tanto fa un po' di confusione, allora ho pensato di aiutarlo...

sabato 9 febbraio 2008

Zappa e scalpello

VECCHI SIMBOLI, NUOVE OCCASIONI

Se si vuole costruire un progetto per il futuro non ci si può far deviare dalla difesa arroccata di identità già terremotate da una crisi le cui ragioni non sono solo esogene. Non è con un simbolo novecentesco disegnato con attrezzi oggi in disuso che si salvaguardano i valori forti, fondanti, attuali che stanno nella storia del movimento operaio, ma con le scelte concrete della politica, i suoi contenuti, le pratiche di quei valori, arricchiti dal confronto e persino dal conflitto tra di essi: il lavoro e l’ambiente, lo sviluppo e il suo limite, l’uomo e la donna. Sennò, di quale nuova sinistra, di quale nuovo modello sociale andiamo parlando?

Loris Campetti, Il Manifesto 09/02/2008

La religione è l'oppio dei popoli: anche la fede politica, se è fede e non ragione

Avremmo una proposta da fare. Se volete, se ne può discutere. Si tratta di trovare il modo di rovesciare in azione positiva la disillusione, la noia e la rabbia che provocano in tanta gente i partiti e il sistema politico in generale. Per riassumere: prima ci fu il programma dell'Unione, a cui in qualche modo molti collaborarono, poi le elezioni, nel 2006, vinte d'un soffio dal centrosinistra. Da quel momento, quasi solo disillusioni, noia e rabbia. Con qualche eccezione, è vero, ma a tirare le somme il saldo è piuttosto negativo. E la sinistra in particolare, che avrebbe dovuto ridurre il danno, lo riduceva sì, ma solo per Prodi. Non faccio l'elenco, perché tutti sanno di cosa si sta parlando.

Già, ma «noi» chi? Quel che abbiamo visto, negli anni, è che esistono zone sociali molto varie ma accomunate dalla ricerca di un altro modo di vivere, di decidere insieme e di avere a che fare con l'ambiente. Qualcuno chiama questa parte della società «movimenti», talvolta «pacifismo», altre ancora «comunità locali», oppure «associazionismo», «lavoratori», «precari». Per semplicità, noi diciamo «società civile». Come la si voglia chiamare, questa parte della società, che fa parte di reti [il Patto di mutuo soccorso, il movimento per l'acqua, ecc.] o anche no, ha nei riguardi della politica, delle elezioni, una relazione ambivalente. Per un verso non ne sopporta più linguaggi, discipline e finalità. Per l'altro verso ne dipende, come se quello fosse l'esclusivo ambito da cui ci può aspettare, prima o poi, un qualche cambiamento. Ne deriva che movimenti cittadini e sociali oscillano tra «chiedere» questo o quello ai loro «rappresentanti», e rifiutarli nella speranza di fare da soli. E gli individui sbandano tra il votare il meno peggio per abitudine, per cultura, per disperazione, o non votare affatto. Nelle elezioni locali si tentano liste e candidati «altri», anche con successo, ma in quelle nazionali pare impossibile.

Dopo l'esperienza di questo governo il fossato si è ulteriormente allargato. E a non molto servirà agitare lo spettro di Berlusconi, per lo meno all'inizio della campagna elettorale. E poi il Pd «corre da solo» e dunque è caduta l'apparenza dell'«unità», e le sinistre non danno mostra di agilità e coraggio nel mettersi insieme.

E allora, che si fa? Si può lasciare che passi l'ennesima ondata di marea delle campagne pubblicitario-elettorali, per poi ricominciare a darsi da fare, anche se probabilmente in un contesto peggiore. Oppure si può cercare il modo di «usare» la campagna elettorale. Questa è la proposta: reti, movimenti, associazioni, sindacati, singole personalità un bel giorno, presto, si riuniscono e discutono di come condurre in tutto il paese, città per città, un'altra campagna. La quale consisterebbe nel fatto che tutti, nelle loro diversità, concordano su un testo, un «programma», che disegni la società e la democrazia che vorremmo; e che tutti si impegnano a diffonderlo e a discuterlo in giro per l'Italia. Poi, ciascuno metterà l'accento sulla parte del «programma» che trova più coerente con sé, e in ogni città o territorio si tradurranno quelle proposte nella situazione che c'è lì. Immaginate decine, centinaia di incontri e di azioni che tutte insieme dicano: noi, così diversi tra noi, abbiamo ciò nonostante una proposta da fare a tutti i cittadini. Che si decida di votare per questo o per quello, o di non votare affatto, noi badiamo alle cose, a come cambiare il nostro modo di vivere.

Si tratterebbe di una «campagna» indipendente e parallela a quella dei partiti, che non si propone di chiedere o imporre candidature, o di barattare voti. E se persone iscritte a partiti, o gruppi locali, volessero partecipare all'altra campagna, bene, ma come una parte tra altre, alla pari.

Così, forse si farebbero due passi in avanti. Il primo: reti, movimenti e persone, cittadini che spesso non si conoscono avranno la possibilità di capirsi, di sentirsi parte di una nascente comunità democratica. Il secondo aumenterebbe la possibilità di resistere agli assalti di Berlusconi. Avanziamo questa proposta con semplicità. E se sarà un buco nell'acqua, peccato: ci riproveremo in un'altra occasione.


Pierluigi Sullo [da Carta 4/08 in edicola dall'8 febbraio]

martedì 29 gennaio 2008

Ho la febbre... sto delirando vero?

Appena scottato dall'annuncio della sospensione (voluta dai sindaci della Val di Susa e avvallata da funzionari) del tavolo per il monitoraggio della Torino-Lione (…) Di Pietro: «Alla fine, per sbloccare le grandi opere ci vorrà un'azione di forza. Una volta gestito il consenso, una volta compiute le scelte, lo Stato deve essere in grado di farle rispettare e di realizzare ciò che è nell'interesse pubblico. Anche con la forza».
Presumo questa “forza”:
"Ho visto bambini portati in ospedale dai loro genitori per farsi medicare e perfino una donna incinta bastonata senza pietà. Questa non è più democrazia: siamo di fronte a una vera e propria attività repressiva degna della più bieca dittatura. E' forse con la guerriglia che il supercommissario De Gennaro pensa di porre fine all'emergenza rifiuti?".
Sapete chi l’ha detto? Barbato (sic!) lo sputatore dell’Udeur (sic!!)

lunedì 28 gennaio 2008

Figlia di una vestaglia blu

Oggi è una bella giornata di sole invernale e cielo schietto. In queste giornate i panni sventolano dai balconi liberati dai freddi che non asciugano. E' anche sabato e quindi, di solito, le donne hanno il tempo di stendere. (...) Se penso che in certe città è vietato esibire sulle facciate i propri abiti... Quasi a voler censurare l'idea, dietro l'estetica, che dentro gli edifici c'è la vita, spoglia, nuda. Ci sono persone diverse per età, sesso, professione, carattere, proprio come ciò che indossano. Fuori dal balcone la mutandina provocante può flirtare con la cravatta ultralusso, la canotta bianca prendere una discussione politica con i calzini di cachemire, il bavaglino può farsi cullare dallo scialle della nonna.
Un sabato di qualche anno fa dal balcone di casa mia si muoveva, appesa a un filo, una vestaglia blu. Spesso mi sono divertita a guardarla muoversi nel vento, cambiare sfumature di colore nei riflessi della luce, del cielo. Accarezzata dal sole gonfiarsi e prendere anima, diventare pelle blu di un corpo trasparente. Salire fino a distendersi al pari del filo per poi ricadere improvvisamente in verticale. Una danza invitante, regina fra gli stracci.
Figlia di una vestaglia blu.
Fra l'orgoglio, la disfatta e due mollette.


Mugello manifesto

«Sono fatta del Mugello...», la butto là come una palla di carta stropicciata, ma il tuo sorriso la distende.
Quando il mare diventa vento, si deposita sulla pelle. Il sapore del sale passa dai pori, entra nel sangue e tutto scorre più lento. C'è un mare nel Mugello che è fatto di verde, carico di onde di terra, un susseguirsi di colline, prati e vette. Dai confini di questo mare, all'orizzonte, si alza una tramontana che a volte ti affetta gli zigomi, schietta e rapida. Segna le guance di rosso e i pensieri si fermano.
Il Mugello, assieme al mare, è per me l'unica cosa che riesce ad assorbire l'odio. Se mi distruggono il Mugello mi sfregiano la speranza di guarire dalla rabbia, mi impediscono di curarmi del suo cielo, dei suoi odori, dei suoi sapori, dei suoi silenzi, della sua storia che nasce nel sottobosco ai bordi dei ruscelli. (...)
Mi è stato detto anche che non posso soffrire solo perché sono comunista, che non è possibile. Ma l'esserlo è un po' come una malattia: solo chi ce l'ha, radicata, potente, può capire.


Quattro di bastoni

Potrei raccontarti che ho fatto una tesi sui lavoratori dell'Alta Velocità, che è stato come farla sui miei genitori operai, che se non si erano riscattati loro, che almeno qualcun altro ci riuscisse. Potrei dirti che Pietro, minatore, figlio d'arte, è come mia mamma e mio babbo insieme, fusi sotto i calli delle mani, come li avrei voluti vedere lottare in tutti questi anni. Potrei dirti che ora mi ritrovo qua, lontana da un Mugello ferito, che sanguina acqua e che non ho saputo difendere da quel treno che lo sta perforando come una pallottola di una pistola di grosso calibro.


Noticina, 1 Simona Baldanzi ('77, consigliera comunale del PRC a Barberino) era l'altra sera ad Avigliana a raccontare la sua esperienza: m'è parsa una donna e una compagna eccezionale, sia lei che il suo libro meritano: finanziatela, se potete.
Noticina, 2 Simona ha raccontato che il Mugello era una zona in cui il PCI, quando ancora era il PCI, prendeva il 90% dei voti. Negli anni '90, quasi tutti i Sindaci della zona vennero eletti con un programma di contrarietà al TAV. Vennero convocati a Roma, e senza alcun mandato dei consigli comunali firmarono l'accettazione dell'opera: credevano che non fosse possibile riuscire ad opporsi, scelsero una mediazione per il male minore. C'era, al governo, la sinistra, e Vannino Chiti a capo della Regione. Da allora Rifondazione Comunista in tutto il Mugello si candida alle elezioni separata dall'Unione.
Noticina, 3 C'è chi dice che i semi delle carte da gioco nascono dalle classi sociali medioevali: coppe per il clero, denari per i mercanti, spade per i nobili e bastoni per i contadini. Giocando a scopa, ho imparato che, quando non si è di mazzo, la strategia migliore è sparigliare le carte: il gioco diventa Imprevedibile, e si riesce a portare a casa qualche punto. Noi, di mazzo non siamo mai, siamo minoranza anche quando non siamo all'opposizione.

venerdì 25 gennaio 2008

Noiosissimo memoriale

Sollecitato ad essere più esplicito in merito alla caduta di Prodi, scrivo questa prima puntata. Che prima di scrivere la seconda, voglio aspettare di vedere se c'è un reincarico, un governo tecnico, o le elezioni.
Ho deciso che non sto a spiegarvi perché secondo me per il NOTAV potremmo averci guadagnato, che è difficile, e tanto mi direste che sono localista. Ebbene sì, e non me ne vergogno; per ora dico solo che sembra sia saltata la riunione romana prevista per il 30/01, in cui probabilmente avrebbero messo una pietra tombale su di noi.

Vediamo quindi chi vince e chi perde a livello più generale.
1. Cosa più importante di tutte: ogni volta che in questi due anni ho detto che mi ero stufato di questo governo di centro, mi s'è risposto, soprattutto dall'ala Ferreriana di Rifondazione, che la sinistra radicale non voleva passare per brutta e cattiva, mangiava merda perché puntava a far rompere il governo dal centro: ora è successo, vediamo se questa strategia di non aver rotto per primi paga. (a proposito: Ferrero è di Torino, ho trovato il quinto personaggio piemontese vivente e intelligente da far concorrere nella gara contro i genovesi, peccato mi sia dimenticato i primi quattro, nel frattempo :D). Non ero mica d'accordo, con questa strategia, ma è quello che mi si rispondeva, quindi ora dico: bene, vediamo se avevo torto e questa strategia paga: alle prossime elezioni facciamo la conta dei voti e vediamo se sono più i fuoriusciti verso sinistra critica e disillusi da sinistra, rispetto alle perdite di coalizione dal centro (che per inciso, potrebbe al massimo rafforzare la sinistra relativamente alla coalizione, ma non in assoluto).
2. Ammesso che Berlusconi vinca, esce sconfitto il suo "successore": se il delFINI sperava di fare il kapò della casa delle libertà, gli tocca aspettare ancora un po'. E chissà che dopo non sia troppo vecchio. Politicamente, mi fa più paura lui del Berlusca.
3. Veltroni, corresponsabile di questa crisi grazie alle sue sparate sul correre da solo, si è giocato i prodiani; bene, un PD un po' meno forte.
4. Mastella e Dini, si sono giocati la possibilità di correre con il PD. Erano certi di scomparire a riforma elettorale compiuta, ma anche così non li vedo messi molto bene: chi volete che li imbarchi, Forza Italia togliendo seggi a qualcuno dei suoi? che facciano il grande centro? (ma ce lo vedete Casini che molla Berlusconi)? Forse è la volta buona che ce li leviamo dalle palle per sempre, grazie allo sbarramento.
5. Questi campanilisti arcobaleni (RC, PdCI, SD, Verdi) saranno finalmente costretti dall'emergenza a mettere da parte i campanili e fare un'unica Cosa Rossa o perlomeno rosé.
6. L'unica fregatura è che Berlusconi probabilmente in eventuali elezioni non sarebbe così folle da correre senza i suoi alleati, altrimenti era la volta che il PD faceva lo stesso e ci toglievamo di torno anche diPietro, socialisti e radicali. Comunque, lo spauracchio del Berlusca è ciò che per due anni ci ha fatto ingoiare politiche di centro, quindi mi sono stufato, non vale più come scusa. E poi, con questa legge elettorale, credete che la vita sarà così facile anche per lui?

E per finire, guardate se devo trovarmi d'accordo con i Comunisti Italiani: Il Pdci, dal canto suo, è l'ultimo giapponese di Prodi. Diliberto per paradosso ha persino offerto al professore la leadership di un «ulivetto», una coalizione alternativa fatta fra comunisti, verdi e i prodiani che mollerebbero il Pd. Una fantasia, ma per far capire che per loro la subordinata di Prodi è il voto.
Non mi parrebbe poi una prospettiva peggiore.

Se invece vogliamo fare un discorso pro-contro col bilancino, voi elencate le cose "rosa" di questi due anni, io faccio in fretta a trovare Vicenza, Afghanistan, Libano, Welfare...

E' morta Della

Non c'è arrivato.


A caduta libera
E in cerca di uno schianto
(...)
Non riesco ad arrendermi
A tutti i miei sbagli

mercoledì 23 gennaio 2008

Smile

Ma si può? Stamattina mi è arrivato questo messaggio da una delle Charlie's Angels, piuttosto enigmatico quanto a contenuto, ma più che sufficiente a strapparmi un sorriso:
Perché hai sempre ragione :)

venerdì 18 gennaio 2008

"Non so perché...

...ma dubito che questa sarà l'ultima nave a portare il nome Enterprise!"

Questa è perché nessuno ha risposto alla citazìa precedente.
Rieccomi! So che tutti mi immaginavate con arti ingessati, e invece la mia assenza era dovuta solo alla mancanza di tempo. Che ancora manca. Quindi, post più veloce di un eiaculatore precoce frettoloso (e questo per titillare lo scianistat).

Questo week end potrei tirare su la nuova macchinina, e non ho mai dato nomi... dite che è ora di iniziare? allora via alle proposte... :D

martedì 15 gennaio 2008

"Mi mancherà questa nave...

...se n'è andata prima del tempo".