Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

lunedì 9 febbraio 2009

Mi sento un tantinello alla deriva...

...di questi tempi -sarà l'effetto della routine?
il NoTav langue impantanato, e in ogni caso da quando sto al Centro Traumatizzati latito, abbiamo lasciato soli i NoDalMolin, e intanto una brigata di fascisti da operetta assesta colpi mortali alla Costituzione, e più pragmaticamente alla divisione dei poteri, sul corpo di una povera donna. E noi che si fa, si dorme? si firma una petizione onlain?
E, peggio, io, IO, che faccio, tiro con l'arco? non faccio centro a 30 metri, colpire a roma mi pare improbabile.

Un ateo è un interlocutore più interessante, per dio(!)

martedì 3 febbraio 2009

KCT

Ne voglio una copia o quantomeno una foto grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

(non cercate KCT sul gogolo che tanto viene fuori tutt'altro...)

mercoledì 21 gennaio 2009

Centro Traumatizzati - IV

DOBBY


Stasera ho liberato il mio elfo domestico... :D

lunedì 19 gennaio 2009

Dio lo vuole!!! (il TAV)

Dialoghi surreali ma reali.
Il cardinale Poletto all'assessore Borioli: "ma quanto tempo avete perso sulla Torino Lione?"
Borioli al cardinale (libera ricostruzione) "nel corso degli anni i parroci della Valsusa hanno partecipato alle manifestazioni..."
Poletto again: "All'inizio, forse, era così. (poi ovviamente li hanno fatti fuori tutti, tutti trasferiti) Molti hanno giustificato quella presenza spiegando che stavano con la loro gente. E' giusto stare con la propria gente ma il nostro compito è di educare e farla ragionare"

Chiosa bertino:
Sono contento che il cardinale arcivescovo abbia voluto mostrare ai politici torinesi la sua prontezza nel compiacere Mammona e Cesare visti i suoi scarsi risultati in materia di fede. Sono contento che abbia messo a disposizione la potente macchina del magistero della chiesa torinese per imbonire il GREGGE dei fedeli sull'indispensabilità della NLTL (adesso Vaselinvirano vuole che si chiami così: Nuova Linea Torino Lione).
Sono contento perché questo significa che Vaselinvirano & compari sono veramente alla canna del gas.


lunedì 12 gennaio 2009

GazaGioielli

A me questa bandiera ha fatto letteralmente venire i brividi...


Nanetto sulla Via dell'Andata: partenza prevista zona PortaPalazzo, affollata come sempre di mercato multietnico, luogo esatto ignoto. Mentre sul diciotto mi interrogavo su come scoprirlo, vedo scendere frettolosamente il segretarioFisicoBaristadellAska. Immagino stia andando in manif luipure, scendo alla fermata successiva, torno indietro di corsa, lo inseguo, lo pedino, e scopro che potevo proseguire tranquillamente, solo che temeva di aver visto dei controllori.


Nanetto sulla Via del Ritorno: sul pullman signora "abbronzata" (come direbbe Shilvio) con bambina non particolarmente monella al seguito. La sgrida in continuazione; non potendola minacciare che altrimenti "viene l'uomo nero" per farla star brava, le fa: "vedi quel signore laggiù col telefono? fai attenzione che se non fai la brava chiama la polizia". Sic. (ma almeno non indicava me ;p)


mercoledì 7 gennaio 2009

Darwin Award, here we are!

Per chi non lo sapesse, ogni anno questo sito premia le morti più stupide dell'anno; il titolo del premio fa riferimento al fatto che gli sventurati, eliminandosi, evitano di perpetuare i propri geni della stupidità creativa.
Nel 2008, nella nostra ridente vallata, un inglese ha pensato di festeggiare i 10 anni di anniversario di una morte "Darwin Award" rievocandola...

1998: Matthew, con i suoi amici, stava scendendo alle tre di notte su una pista da sci utilizzando come slitta un blocco di schiuma, quando si schiantò contro un traliccio degli impianti di risalita e morì. La sua "slitta" era stata rubata dalla gamba di un impianto di risalita, dove il cuscino era appunto destinato a proteggere gli sciatori che avessero colpito il traliccio, e il palo colpito da Matthew nella sua discesa era proprio quella da cui aveva creato la sua "slitta".
Da qualche parte in questo si nasconde una morale.

2008: David, 46 anni, una notte stava scivolando su una pista da sci italiana a cavallo dell'imbottitura che aveva rimosso dalla barriera di sicurezza al margine inferiore della pista. Non gli è venuto in mente che poteva essere pericoloso scendere con una slitta proprio nel pendio da cui aveva rimosso la protezione.
Sauze d'Oulx è uno dei cinque paesi che compongono la Via Lattea, zona di sci del Nord Italia. Estremamente popolare tra gli sciatori britannici, la località è nota per la sua atmosfera di festa. Un portavoce della stazione sciistica ha dichiarato "gli uomini avevano bevuto per tutta la sera, quando rimossero la protezione, e per ironia della sorte... si schiantarono dritto sull'ostacolo messo a nudo al fondo della pista". David è morto per ferite alla testa e al torace inflitte dal metallo scoperto. Due dei suoi amici sono sopravvissuti grazie alle cure mediche.

martedì 30 dicembre 2008

Il Vecchio e il Nuovo


(inciso: avrei potuto titolare questo post le geodetiche sulla neve son curve ben strane, ma m’è parso un po’ troppo nerdosamente criptico, e pure autoreferenzialmente).


A proposito di metà di vite, ma di anniversari più allegri, esattamente 14 anni fa appendevo gli sci al chiodo per convertirmi alla tavola, come all’epoca l’accademia della crusca chiamava lo snowboard.


Si era al pian del Frais, il mibabbo, suo cuggino, i miei cuggini (cioè; per distinguere le generazioni). Cominciò a nevicare a livello di tormenta, ad ogni giro era caduta tanta neve fresca in pista da non poter distinguere le tracce lasciate al giro precedente, e ad ogni giro una decina di sciatori si arrendeva, finché gli impianti lavorarono solo per noi cinque. Io ero dotato di un asse da stiro corto e rigido, ma realizzai lo stesso che ci si poteva divertire un fracco (come non dice l’accademia della crusca) e che la sensazione doveva essere qualcosa di simile al volare. (Per inciso, questa illuminazione, insieme al fatto che all’epoca avevo i capelli, sarebbe poi stata una delle due circostanze che mi portarono a conoscere sul treno la fidanzatastorica, ma questa, come dice ancora oggi l’accademia della crusca, è un’altra storia).


14 anni dopo -nel frattempo gli impianti hanno chiuso- uscendo a notte fonda dal lavoro m’è preso il ghiribizzo di dire al sottocapo ti comunico ufficiosamente che domani non starò bene: suo sorriso sincero, si prendono le ciaspole e si va. Prima volta con racchette da neve, ce n’è un’altezza variabile da sopra le ginocchia a sopra la vita: lezione autodidatta di nuoto in salita.


Tanti incontri, ed è sempre bello constatare come la montagna trasformi sempre le persone in meglio: chi in fondovalle si sarebbe tranquillamente e molto opportuno-piemontesemente ignorato, qui si riconosce come compagno, e non è cortesia di facciata ma condivisione delle fatiche, della gioia e degli sforzi. Quattro ore e mezza di salita per dodici minuti di discesa, ma in neve powder e vergine come non se ne vedeva. Salita che fortifica lo spirito e tartassa il ginocchio infortunato, devo ringraziare il Fantasma dei Natali Passati per la foto, i Fantasmi del Natale Presente per aver lasciato tracce consistenti salendo con le pelli di foca, e i Fantasmi del Natale Futuro che mi hanno indicato dove erano state battute ‘ste benedette tracce, ché si sale con molta meno fatica dove son passti altri: senza di loro non sarei arrivato in cima. D’ora in avanti prometto (sommessamente) che non inveirò più contro gli scialpinisti che sfregiano il fuoripista ai surfer… sapevo che se nel delicato equilibrio degli ecosistemi hanno un ruolo fondamentale persino le mosche, anche loro dovevano pur essere d’una qualche utilità. Certo che se l’avessero detto subito che c’era l’usanza di salire lato scoiattolo e faciaça anziché lato “uno” come ho fatto io, avrei evitato di sfacchinare fino all’intermedia…




Per chi non sa orientarsi :D ma mi sa che nn mi sono orientato nemmeno io con le ics


Intermedia






Il rifugio è abitato...




Son salito per questo...

mercoledì 24 dicembre 2008

Merry Christmas

È stato finalmente svelato il segreto di Babbo Natale, anche se forse sarebbe stato meglio rimanesse tale. Il mitico Santa Claus vola con le renne grazie alle virtù di alcuni funghi allucinogeni del tipo di quelli appena messi al bando in Olanda. La spiegazione al fenomeno l'ha data uno scienziato scozzese, un botanico chiamato Ian Darwin Edwards.
Leggenda frutto dello “sballo” - In sintesi, secondo Edwards le popolazioni lapponi cui si deve la creazione del personaggio archetipo di Babbo Natale, nella sua forma non ancora cristianizzata, credevano in perfetta buona fede che le renne potessero volare. Le vedevano con i loro occhi alzarsi in volo e trainare la slitta del più importante sciamano del loro popolo, che all'epoca non era ancora vestito di rosso.
Solo che i Sami (questo il nome della tribù lappone cui viene attribuito il mito) giungevano a credere l'impossibile perché nel periodo più freddo dell'anno, in cui celebravano la fine della notte artica, si davano a pratiche rituali molto particolari. In altre parole, nel corso dei loro riti erano usi bere da grandi boccali, non esattamente della birra, ma l'ambra delle renne. Le quali renne prima avevano mangiato - e qui interviene la spiegazione scientifica del botanico - dei funghi allucinogeni. "Allucinogeni", precisa Edwards, "e simili alla amanita falloide, con la caratteristica cappella rossa e bianca".
Se si voleva volare, perché non mangiarseli direttamente? Sarebbe stato più comodo. Risposta: "Il grado di tossicità potrebbe essere stato troppo elevato per l'organismo umano. La renna di fatto processava e scomponeva gli elementi chimici". Una sorta di alambicco naturale. Non si sa con esattezza quando la pratica sia stata abbandonata, ma è durata troppo poco.

venerdì 19 dicembre 2008

giovedì 18 dicembre 2008

Nessuna

«Nessuna strega ha mai dichiarato di possedere la Bacchetta di Sambuco. Pensatene ciò che preferite, ma è così».

Sì, lo so, questa è una frase estremamente criptica, e chi la coglie probabilmente l'avrebbe notata di suo. (Se siete un passante casuale, invece, comprate Le fiabe di Beda il Bardo di JKRowling. Se non avete capito la citazione non ve ne farete assolutamente niente, ma avrete contribuito ad una giusta causa aiutando bambini dati in affido).
E anche, sì, lo so, questa sarebbe stata una bella frase da 8 marzo, ma vi pare che me la sarei ricordata?!
(Un'altra notevole differenza (...) è che le streghe di Beda (...) prendono il loro destino in mano, invece di farsi un pisolino secolare o aspettare che spunti qualcuno con la scarpetta che hanno perso).


E ora per compensare a troppa astinenza dal maschilismo, posso raccontare della mia cara mammina, festeggiando un po' in ritardo che abbia superato brillantemente un piccolo intervento: avevamo più che altro paura che si risvegliasse rincretinita dall'anestesia totale, visto che è già successo in famiglia. Per farle coraggio, le avevo detto che in questo caso (arteriosclerosi fulminante, dico) non avremmo notato la differenza. E d'altra parte datemi torto: come la definireste una che in ospedale si mette a leggere le istruzioni (?!) per indossare calze anti-trombo? :D

sabato 13 dicembre 2008

venerdì 21 novembre 2008

Io NON vado al Poli!!

(festeggiamenti in codice :D)

giovedì 20 novembre 2008

Ho imparato...

Altre cose che ho scoperto a Napoli:

1. Se ogni tanto si accendesse il cervello geografico, non ci sarebbe bisogno di recarsi fisicamente in una piazza e notare dei lavori in corso, per dedurre che se su una cartina della metro una linea è tratteggiata, significa che è ancora in costruzione;

2. Se in ascensore incontrate una ragazza con un plico di dispense sotto braccio che saluta familiarmente il receptionist, il quale le porge la chiave senza bisogno di chiederle il numero della stanza, paradossalmente NON è più probabile che sia un'insegnante che ha appena tenuto un corso di formazione e che ha passato la notte precedente col receptionist, ma che sia una collega apprendista alla terza settimana consecutiva di corso in trasferta;

3. Che esistono persone under 30 che vanno in chiesa prima di andare a cena;

4. Che in via San Gregorio Armeno, oltre ai presepi, ci sono sprazzi di ironia napoletana kitch come questa, la cui didascalia me la fornisce in diretta Gorilla Blues, che sto leggendo:
«I documenti glieli hanno fregati. Il certificato di nascita è una brutta storia (...) il padre pensava di doverlo registrare in Egitto...»
«In Comune hanno tutti scritto Giocondo sulla fronte?»
«No, ma neanche Lega Nord»


5. Che il Cristo Velato è talmente spettacolare che Canova se lo voleva sgamare; e se chiedo a una guida perché mai però abbia la ferita al costato sulla destra se il cuore è a sinistra, metto in crisi una povera fanciulla, ma non il suo collega anziano, che non conosce manco lui la risposta, ma mi intorta per mezz'ora per mostrarmi come comunque tutta l'iconografia cristiana riporti da sempre la ferita alla destra. (Per inciso, in generale la cappella di Sansevero è una simpatica e curiosa accozzaglia di personaggi di Cervantes; e trovo geniale la scultura della deposizione con tanto di Sindone sorretta da dei putti, che però è dorata e anche se nessuno lo dice son sicuro ruota su stessa e nasconde il tabernacolo);

6. Che dato un qualsiasi luogo io scelga di visitare a caso, fosse anche una cappella, esiste sempre un civico adiacente (numeri pari e dispari sono bizzarramente sullo stesso lato della strada) al quale è presente una sede di Sinistra Critica;
7. Che il Laboratorio Okkupato Ska ha dei murales bellissimi;

8. Che i tramonti visti volando sopra le nuvole hanno colori mille volte più intensi.


I Libri di Luca

Ho appena finito di leggere "il primo libro dove i protagonisti sono i lettori!". Da questa lapidaria recensione, m'era venuto in mente un commento di Umberto Eco, intervistato a proposito del Nome della Rosa: gli chiedeva, l'acuto intervistatore, del contenuto di novità del suo libro dal punto di vista giallistico; ed Eco, volendo intendere che l'intrigo poliziesco era piuttosto un pretesto, rispose che dei ricercatori inglesi avevano recentemente trovato che l'unica trama giallistica non ancora sfruttata era quella in cui l'assassino fosse il lettore. Da allora mi ossessiona l'idea di scrivere un libro che susciti nel lettore tanta ripulsa per un personaggio da spingerlo a desiderarne la morte, in modo da poterlo indicare in conclusione come metaforico assassino.
Bene, I libri di Luca non c'entra nulla in tutto questo. Ma d'altra parte, I libri di Luca c'entra ben poco anche col nanetto che mi appresto a raccontare, se non come curiosa coincidenza.
Ho appena finito di leggere "il primo libro dove i protagonisti sono i lettori!", dunque, e mi trovo a gironzolare senza meta per Piazza Dante a Napoli, quando mi imbatto in uno stretto vicolo tappezzato di rivendite di libri scolastici. Da una di queste, spunta un collega venuto per il figlio. Gli dico che girovago per bancarelle alla ricerca di un paio di edizioni fuori stampa, mi consiglia un negozietto un poco più avanti.
Esterno da grande supermercato, una piccola indicazione stradale, marrone turismo, lo dichiara però patrimonio dell'umanità; e un cartello scritto a mano promette un misterioso e seminascosto piano ammezzato dedicato a libreria antiquaria. Me lo indica un simpatico ometto in panciotto e cravatta, che dirige il vecchio e il nuovo con uno sguardo che brilla arguto dietro occhiali da topo, impegnato a fumare, più placido del bruco di Alice, con un fornitore. Chiedo un Remarque qualsiasi edizione, ma non il Niente di nuovo... che tutti (tranne me) hanno letto, bensì La via del ritorno. Non ce l'ha, ma confida di trovarlo e potermelo spedire. Se per intanto voglio dare un'occhiata... Mi perdo in un labirinto di corridoi le cui pareti sono interamente formate da libri, alto come la Stanza delle Necessità, con quell'odore di polvere familiare e d'infanzia, con quel clima di austerità da vecchia stampa, che solo la carta antica trasmette ben più delle cattedrali.
Ci sarebbe da perdersi, mi accontento de Il colombre e altri cinquanta racconti, che cercavo da quindici anni (e son sicuro che nelle mille ristampe successive, Povero bambino! non è stato più pubblicato). O perlomeno sono stato così scemo da non trovarlo fin quando non ho messo piede in una libreria magica, perciò non guastatemi la festa!

martedì 11 novembre 2008

Faccialibro

Ehi! amici! ma sì, non fate finta di niente, tutti voi che siete schiavi di faccialibro! mi spiegate perché cavolo non riesco a far comparire nel mio profilo di facebook i risultati dei test stupidi che mi inviate?! uffa! con quello di ARRIpotter c'ero riuscito :(


Sei un neonato psicopatico con l'ambizione di conquistare il mondo e una serie di mostruose manie di persecuzione, l'intelligenza abbonda nel tuo capoccione ma è talmente finalizzata all'odio e alla conquista che non ha modo di esprimersi appieno. Magari gli altri non sono li fuori solo per tramare alle tue spalle, magari stanno solo passeggiando con il cane (che non si trasforma in una bestia forzuta come la tigre di he man).

lunedì 10 novembre 2008

"."

venerdì 7 novembre 2008

da Vicenza e dalla Val di Susa:
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l’acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all’università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia.
Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa

Vieni per una... Causa

Da peacereporter
Andate a votare, vi regaleremo un vibratore. L'articolo mostra la foto un giocattolo erotico, avvolto in una bandiera a stelle e strisce, con l'avvertenza: "Attenzione, bandiera non inclusa". Alla vigilia delle elezioni Usa, in un paese che storicamente vede andare alle urne solo la metà della popolazione, si sono moltiplicate le iniziative per convincere i cittadini a votare. Ognuno fa la sua parte, come crede e come può: anche i sex-shop. Così Babeland, una catena statunitense che vende "giocattoli erotici", ha lanciato la sua campagna: il processo democratico è importante, dicono, partecipare è fondamentale, e votare è un modo per far sentire la nostra voce. Ed ecco l'incoraggiamento: "Andate in uno dei nostri negozi a New York o Seattle, portando la tessera elettorale, la ricevuta di voto o la vostra parola d'onore. Se avete votato, vi regaleremo un vibratore", si legge sul loro sito internet.
Babeland è un negozio di articoli erotici piuttosto particolare, nato nel 1993 dall'idea di due ragazze che lamentavano la mancanza di sex-shop "pensati per le donne" nella loro città, Seattle. Così, allo stereotipo del negozio scuro, ambiguo e nascosto, Babeland oppone i suoi spazi colorati e allegri, perché, dicono, "la gente che vive in modo sano la propria sessualità rende il mondo un posto migliore". Babeland non è nuova all'impegno sociale. Sul loro sito si può comprare, ad esempio, il pacco regalo "Come for a cause", vieni per un ideale: comprando questo set di giocattoli erotici, i proventi vanno a finanziare un'associazione che aiuta le donne affette da tumore al seno, mentre il ricavato della vendita di preservativi sostiene le attività di un'altra organizzazione che si occupa di salute riproduttiva, pianificazione familiare e maternità consapevole. Schierarsi per il "processo democratico" è un altro passo in questa direzione.
"Non importa dove vivete, per favore votate". E se dopo aver votato volete dare una mano a portare altri cittadini alle urne, ben venga. "Giocattoli erotici in cambio del voto: solo la soddisfazione di avere contribuito a rendere il vostro paese un posto migliore può esser meglio di così". Ma votare per chi? Solo in fondo all'articolo chi scrive si sbilancia: "Io vivo a New York, ma sarò tutto il giorno a Philadelphia a lavorare per Obama". E i clienti sembrano d'accordo: " Grande idea!", commenta un lettore. "Fantastica promozione, si vede che a Babeland amano più dare che ricevere: sono donne!", nota una ragazza. E un'altra aggiunge: "Un'autrice, di cui non ricordo il nome, chiamava la masturbazione "votare repubblicano", perché è la cosa più egoista che una persona possa fare". L'America si prepara al grande giorno. In vibrante attesa.

martedì 4 novembre 2008