In questo settembre piovoso (e nevoso), da depressione cronica ed epurazione di lavavetri, c'è una cosa che mi manca.
In questo settembre sospeso, di persone che vorresti sentire ma è meglio non provare a chiamare, e amici sparsi per il globo, mi manca -tra l'altro- il confronto politico con la comune-ty.
V-day. Grillo lascerà anche perplessi, epperò c'erano anche -sorvoliamo su Travaglio che non vi sta simpa- Don Ciotti, Maurizio Pallante, Gino Strada. Per dire.
Se 350.000 persone fanno la coda, sotto il sole cocente e fino a notte fonda, anziché guardare Italia-Francia, per firmare una proposta di legge popolare, io vedo, voglio vedere, una ventata d'ottimismo.
Perché significa che non è vero che la gente se ne infischia della politica. Significa che la gente ha ancora voglia di cambiare le cose, ha ancora voglia di spendere il proprio tempo per questo. Significa che la gente è stanca della partitocrazia, solo che non sa come reagire "insieme".
Nel merito.
Punto uno: limite di due mandati. Forse eccessivo, però di sicuro trovo schizofrenico che questo limite non ci sia per un senatore, per un premier, ma sia invece vincolante per il Sindaco di un paese di 500 anime. Il quale, o la quale, notoriamente non detiene le chiavi delle testate atomiche, ed abitualmente non dichiara guerra all'Afghanistan, nemmeno a Risiko. In compenso, in genere ha difficoltà a reclutare nuove leve che vogliano entrare in amministrazione e farsi il mazzo.
Punto due: ineleggibilità per i condannati in terzo grado. Va bene, sicuramente occorre una distinzione per tipologie di reato: non può certamente valere per reati "d'opinione" o "politici". Epperò, per reati di mafia e corruzione, che dite, non sarebbe il caso? 30 parlamentari giudicati con sentenza definitiva, vuol dire che la percentuale di criminali in Parlamento è superiore, che so, a quella tra i residenti di Scampia. Dovrebbe far riflettere.
Punto tre: una legge elettorale che permetta all'elettore di esprimere preferenze per i candidati. Questo mi pare incontestabile. Altrimenti, si delega completamente il potere alle segreterie di partito, di fatto il parlamento viene nominato da una decina di persone, e l'elettore non elegge nessuno, si limita ad avallare una decisione già presa.
Forse è veramente ora di rilanciare liste civiche. D'altra parte, l'ultimo sindaco Comunista di Torino, Novelli, l'aveva capito già da un pezzo.
La Busiarda ha scritto per una volta una cosa giusta, l'unica che esce sconfitta è la sinistra, perché dimostra di aver perso il contatto con "la piazza". Sabato è andato in scena un desiderio diffuso di Politica, che non trova sbocchi.
Perciò, Compagno Diliberto, mi sembra una dichiarazione vetero-idiota, dire che "l'antipolitica è sempre di destra". Anche perché mi costringe a dare ragione a Bersani -e se c'è una cosa che odio, è trovarmi d'accordo col tavvista Bersani. Al quale hanno chiesto se concordava sul ritenere Grillo un populista: "Quando si ha la febbre, è sciocco prendersela col termometro".