Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

mercoledì 20 giugno 2007

Le noiosaggini (utili?)

Ringrazio, ma davvero, la streganocciola, che ho commentato, e integro ancora brevemente.
Non è che abbia molto senso mettersi a fare una guerra di cifre tra Bhopal e Chernobyl. Ma mi aiuta a farmi capire. Allora, secondo fonti ONU, i morti riconducibili a Chernobyl sarebbero 4.000; tra i liquidatori, fonti governative parlano di 25.000 morti (e bisogna anche dire, che vennero esposte irresponsabilmente in questo modo 600-800.000 mila persone). Secondo GreenPeace, si arriverebbe a 200.000 morti.
Le stime governative per Bhopal, parlano di 8.000 morti immediati, 24.000 nei mesi successivi. Peacelink dice 600.000 avvelenati, 150.000 malati cronici. Se non supera Chernobyl, perlomeno è paragonabile. La mia considerazione era semplicemente: stando così le cose, non sorge il dubbio che forse dovremmo avere un po' più di attenzione nei confronti dell'industria chimica, se paragonata a quella che abbiamo per il nucleare? Che non vuol dire che il nucleare faccia bene.

Lancio un'altra provocazione, non per fare polemica ma per ricordare quanto sono complicati gli aspetti di cui dovremmo tenere conto: a proposito del solare e dell'eolico, ricordiamoci che "consumano" territorio, e se non voglio una centrale nucleare a Torino (che già ci siamo battutti contro il francese Superphenix), non vorrei nemmeno che tutta la Valle di Susa venisse coperta di pannelli solari per dare corrente ai torinesi (l'eolico non si può, che il vento è troppo forte e incostante).
O parlando di energia idroelettrica (molto più funzionale anche se l'eolico e il solare non fossero così sottoutilizzati): lo sapevate che generalmente una centrale idroelettrica consuma più di quanto produce? Ché il funzionamento "normale" è: si fa scendere l'acqua accumulata (tralasciamo casi tipo vajont e diga delle tre gole) e si produce energia. Sennonché di acqua ce n'è poca; e la centrale funzionerebbe pochi giorni all'anno. Che si fa, allora? Semplice: siccome di notte c'è sovrapproduzione, si preleva energia (prodotta con fonti non rinnovabili) dalla rete, e si pompa l'acqua dal bacino a valle a quello a monte (acqua che potrà quindi essere riutilizzata il giorno successivo). Non è una cosa stupida, ché così si evita, di giorno, di produrre altra energia non rinnovabile, e, di notte, di sprecarne. In pratica, la centrale funziona come un accumulatore, che restituisce energia quando ce n'è bisogno. Ma questo ha due conseguenze inevitabili: primo, a sé stante non potrebbe funzionare, ovvero può servire per ottimizzare un sistema ma non per sostenerlo; secondo, poiché il moto perpetuo non esiste, chiude il proprio ciclo necessariamente in passivo (consuma più energia nel ripompaggio notturno di quanta ne possa produrre nel ciclo diurno).
Poi è ovvio che si potrebbe parlare di mini-centrali familiari, e il discorso cambia tutto. Ma era solo per dire, ragazzi, ci sono questioni tecniche che andrebbero sempre tenute in primo piano.

Detto questo per amore di chiarezza logica, non sono un fan del nucleare, sono convinto che l'unica soluzione logica sia la decrescita, o meglio, sarebbe la decrescita, che però non avverrà, o non avverrà in modo graduale, e prima o poi andremo incontro ad un bel patatrac.
Tralascio quel poco che so di come il Pentagono pare stia attrezzandosi per fare fronte a questa crisi e auguro buona giornata a tutti.

sabato 16 giugno 2007

Sempre bastian contrario

Ahò, ma son l'unico che commenta la streganocciola?
E sempre per dire cose politicamente scorrette, oltretutto.
Ordunque, non mi permetterei mai ;-P di difendere l'omino del KgGb, specialmente qdo non so nemmeno cosa NON abbia detto ;-P
Epperò. A parte il caso specifico che non conosco. Mi sento di dover fare dei distinguo, che credo anch'io che il nucleare sia stato eccessivamente criminalizzato. E' vero che lo dice un fisico, che può suonare un bel pò di parte, ma lo dice anche uno che ha fatto la tesina di terza media sul perché ritenesse sbagliato costruire centrali nucleari.

Prima di tutto, sgombriamo il campo dai falsi miti. Chernobyl ha fatto meno morti e meno danni di Bhopal, per esempio, anche a lungo termine. Le tragedie e le stragi di origine chimica sono sempre state infinitamente peggiori di quelle nucleari; epperò nessuno ha mai messo al bando l'industria chimica. Ora, lo so bene che potreste rispondere: eh, ma bisogna metterle al bando entrambe.
Però incominciamo ad annotare che c'è stata una reazione irrazionalmente diversa nei due casi. E che, se pensiamo che non tutte le battaglie hanno la stessa priorità, forse abbiamo sbagliato l'ordine, sopravvalutando quella sul nucleare (civile).

Ci sono ecologisti, come Lovelock (promoter dell'idea di "Gaia") che sostengono che allo stato attuale di sviluppo delle energie alternative, l'unica soluzione per combattere i cambiamenti climatici è usare più nucleare. Ok, anche qui si potrebbe rispondere: certo che no, la risposta è la decrescita. Nessuno lo contesta: ma fa peggio una centrale nucleare o dieci a carbone?

Il blocco del nucleare in Italia ha bloccato anche la ricerca, che poteva ad esempio indirizzarsi verso la fusione (che, a costo di sembrare banale, a differenza della fissione non lascia scorie). In questo modo ci siamo chiusi la possibilità di sviluppare, un domani, un nucleare "pulito", che non è un'impossibilità fisica ma "solo" una difficoltà tecnica.
Io, quello che scrive Le Scienze a priori lo metto in dubbio, perché troppo spesso fa lobbing. Però qualche tempo fa aveva pubblicato un articolo in cui si parlava persino di una fissione pulita. Un vero miracolo, perché avrebbe risolto sia il problema delle scorie sia quello dell'esauribilità del combustibile. Epperò sembrava plausibile. Perché proponeva una "nuova" tecnica, già alla nostra portata, per riprocessare il materiale fissile già usato. Che vuol dire: aumentare drasticamente il rendimento, diminuire altrettanto drasticamente il consumo, semplicemente evitando di "buttare via" quanto non effettivamente convertito in energia, riducendo quindi quasi a zero le scorie (scartando solo materiale radiologicamente inerte) e di conseguenza anche il rischio di proliferazione di armi. In una parola: riutilizzo.

Una chimera? Chissà. Ma se fosse vero, scartarlo a priori per scetticismo sarebbe veramente stupido.

venerdì 15 giugno 2007

poscritto sul TAV

Ho contato 45 articoli in due giorni solo nella rassegna stampa del ministero delle infrastrutture. Ovviamente, non ho avuto tempo di leggerne nemmeno uno.
Men che meno ho avuto il tempo di scrivere al Manif per dirgli di smetterla con facili entusiasmi. Ieri sera prima di crollare addormentato alle nove, dopo tre ore di sonno in due giorni, ho provato e telefonare ma ho trovato una segreteria telefonica.

Per favore, se qualcuno può gli dica di smettere di rivolgersi a Ferrentino (il lìder maximo) come se fosse la bocca della verità. Sentite i Valsusini. Che non hanno visto vittorie dei Sindaci.

Benedetta Genova

C'è una sola filiale, che alle 23.23 di venerdì sera non ha ancora terminato le procedure di migrazione informatica. Oltre a due dei Parioli.
E naturalmente, è una filiale genovese. Di Albaro.

giovedì 14 giugno 2007

No pasaran!

Per i lettori del manifesto, ecco perché ci interessano le prime pagine dei giornali confindustriali, borghesi, et anco savoiardi.
L'ultimo titolo sarà anche stato studiato per incitare i valsusini a bruciare sulla pubblica piazza i propri Sindaci. Ma pensare che possiamo aver ottenuto un qualche successo, mi pare difficile.
Ammesso e non concesso (niente affatto, anzi) che le alternative passate o prossime venture possano ridurre l'impatto ambientale. Questo ci sarebbe potuto forse andare bene quindici anni fa. Prima di una Lotta che ha già coinvolto tre generazioni. Prima dei Presìdi sotto il sole di agosto e sotto la neve di dicembre. Prima della Libera Repubblica di Venaus, delle manganellate e della Riconquista. Maiuscole mai così meritate.
Ora indietro non si torna, sia chiaro.
Lasciamo stare che spostare un tunnel di qualche chilometro non cambia nulla. Lasciamo stare che interrare la linea storica sarebbe un disastro ambientale e logistico. Ma l'impatto di 20 anni di cantieri, non cambia se cambia il tracciato. L'impatto sulle finanze dello Stato, casomai peggiora. L'inutilità di una linea per merci che non ci sono e passeggeri inesistenti, non c'entra col tracciato. Dulcis in fundo, l'avversione per questo modello di sviluppo, per chi la sente, rimane.
Il nostro è un NO senza se e senza ma. Non ci sono alternative. Qualche sindaco ha sempre detto e dirà che era contrario allo specifico progetto, qualche altro Sindaco non avrà paura dell'etichetta dell'oppositore "ideologico". Vedremo quali saranno le proporzioni. Cercheremo di convincere più amministratori possibile. Ma andremo avanti anche senza di loro.
Sarà dura, e lo spettro da scongiurare -così vicino- è quello di una "lotta" fratricida in Valle.
Ma questo non fermerà la Lotta, e se ci fanno incazzare, bene, ringrazio i giornali confindustriali, borghesi, et anco savoiardi che coi loro titoli, per quanto mendaci, ci aiuteranno ancora una volta a far incazzare più persone possibile.
Verranno progetti e ruspe, e sarà dura, ma saremo qui ad aspettarli.

E scusate: NO TAV, non esistono governi amici.


Ma per tenere duro, facciamoci due amare risate con La Stampa.
Siete favorevoli o contrari al treno ad alta velocità? Come giudicate la protesta No-Tav?
ROBERTO ADAMI
roberto da gaggiano sono favorevole alla tav a quei signiari che non vogliono modernizare il paese farei transitare i tir 24 ore ,isolarli fare morire lentamente non capiscono e un opportunita pre tutta la valle per l'imagine che noi italiani diamo agli altri paesi europei no di un italianetta povera di idee e inovazioni mi vergonio di essere italiano ,con il governo che abbiamo non andremo da nesuna parte non è ingrato di decidere in tutti i settori, dalla tav ,le grande opere il corridoio 5,il corridoio 8,il ponte sullo stretto di Messina dare lavoro ai giovanni un futuro ,la sicurezza ,pensioni, droga,delinquenza ,trasparenza ecc.ecc.ecc.
Per prendere in giro il geniale @utore

lunedì 11 giugno 2007

Benefit aziendali

Ecco cosa si guadagna quando ti rifilano un cellulare aziendale (che, come noto, ha il solo scopo di farti lavorare nel week end, e quindi lo spengo, ma intanto sabato sono nel bunker lo stesso).
Giovedì scorso lo accendo e ricevo un sms con testuali parole: "Ciao Karim, sono Prit. Vieni a scuola domani? Mi dici perché quel negro voleva pestarti?".

giovedì 7 giugno 2007

Cindy Sheenan

Ho dovuto sopportare un bel po' di scherno e di odio da quando Casey fu ucciso, e soprattutto da quando divenni il cosiddetto "volto" del movimento statunitense contro la guerra. In special modo da quando ho reciso ogni residuo legame che mi connetteva al partito democratico, sono stata ulteriormente insultata sui blog "liberali" come Democratic Underground. I rimarchi più miti vanno da "meretrice dell'attenzione" a "finalmente ci liberiamo di questa immondizia".

Sono giunta a tali conclusioni dolorose il mattino del Memorial Day. Non è l'esplodere di riflessioni fatte sul momento, ma cose a cui penso da circa un anno. Le conclusioni a cui sono giunta mi spezzano il cuore.

La prima conclusione è che sono stata cara alla cosiddetta sinistra sino a che ho limitato la mia protesta a George Bush ed al partito repubblicano. Naturalmente, sono stata calunniata come marionetta del partito democratico. L'etichetta serviva a marginalizzare me ed il mio messaggio. Com'era possibile che una donna avesse idee proprie o lavorasse al di fuori del sistema bi-partitico?

Tuttavia, quando ho cominciato a valutare i democratici con gli stessi standard che usavo per i repubblicani, il sostegno alla mia causa ha iniziato ad erodersi, e la "sinistra" ha preso ad etichettarmi con le stesse calunnie della destra.

Credo che nessuno mi abbia prestato attenzione, mentre dicevo che la questione della pace e delle persone che muoiono senza motivo non è una faccenda di "destra/sinistra", ma di "giusto/sbagliato". Vengo considerata una radicale perché credo che le politiche di parte vadano accantonate quanto centinaia di migliaia di persone stanno morendo per una guerra basata sulle menzogne, e sostenuta sia dai democratici sia dai repubblicani. Mi sorprende che gente che sa essere affilata e sottile come un raggio laser quando si tratta di bugie, mistificazioni ed espedienti politici provenienti da un partito altrui, rifiuti di riconoscere le stesse magagne nel proprio.

La lealtà cieca ad una parte è pericolosa da qualsiasi lato si situi. Gli altri popoli del mondo guardano a noi americani come a delle barzellette, perché permettiamo ai nostri leader così tanta attitudine sanguinaria, e se non troviamo alternative a questo corrotto sistema a due, la nostra repubblica morirà e sarà rimpiazzata da ciò in cui stiamo rapidamente scivolando senza controllo e bilanciamento: la terra devastata del corporativismo fascista.

Io vengo demonizzata perché non guardo al partito o alla nazionalità, quando ho di fronte una persona: guardo al suo cuore. Se una persona appare, si veste, agisce e parla e vota come un repubblicano, per quale motivo dovrebbe avere sostegno, anche se si fa chiamare "democratico"?

Sono anche giunta alla conclusione che sto facendo quel che sto facendo perché sono una "meretrice dell'attenzione" anziché avere il reale bisogno di impegnarmi. Ho investito tutto quel che avevo nel tentativo di portare pace e giustizia ad un paese che non vuole saperne di entrambe le cose. Se c'è un individuo che vuole entrambe, normalmente non fa nulla di più di partecipare ad una marcia di protesta o di sedere davanti al suo computer a criticare gli altri. Ho speso ogni singolo centesimo del denaro che ho avuto da un paese "grato" quando mio figlio è stato ucciso, ed ogni centesimo che ho ricevuto per le conferenze o i libri. Ho sacrificato 29 anni di matrimonio, ed ho viaggiato per lunghi periodi stando lontana dal fratello e dalle sorelle di Casey, e la mia salute ne ha sofferto, e i conti dell'ospedale si vanno accumulando dalla scorsa estate, quando sono quasi morta.

Ho usato tutto ciò che avevo per tentare di far smettere a questo paese il massacro di innocenti esseri umani. Sono stata chiamata con gli epiteti più deprecabili che menti piccine potessero pensare, e sono stata minacciata di morte moltissime volte.

La più devastante delle conclusioni a cui sono giunta questa mattina eccola: Casey è davvero morto per niente. Il suo sangue prezioso è stato prosciugato in un paese lontano, lontano dalla famiglia che lo amava, e lui è stato ucciso dal suo stesso paese, che si aggrappa e si muove secondo una macchina di guerra che arriva persino a controllare quel che pensiamo.

Ho tentato di tutto, da quando è morto, per dare significato al suo sacrificio. Casey è morto per un paese che si preoccupa di più di sapere chi sarà il nuovo "Idolo Americano" che di quanta gente verrà uccisa nei prossimi mesi, mentre i democratici ed i repubblicani giocano alla politica con vite umane. E' straziante per me sapere che ho vissuto in questo sistema per così tanti anni, e che Casey ha pagato il prezzo della mia lealtà. Ho mancato verso mio figlio, e questo è ciò che mi fa più male.

Ho anche tentato di lavorare all'interno di un movimento per la pace che spesso mette gli ego personali al di sopra della pace e della vita umana. Il tal gruppo non lavora con il tal altro, il tal tizio non verrà all'iniziativa se ci sarà la tal tizia, e si può sapere perché tutta l'attenzione se la prende Cindy Shehaan? E' difficile lavorare per la pace se nello stesso momento in cui viene nominata ha alle spalle così tante divisioni.

I nostri coraggiosi giovani uomini e giovani donne in Iraq sono stati colà abbandonati indefinitamente dai loro leader vigliacchi, che li muovono come pedine su una scacchiera di distruzione, e il popolo iracheno è stato destinato alla morte ed a destini peggiori della morte da individui più preoccupati delle elezioni che di loro. Vedrete, in cinque o dieci o quindici anni, le nostre truppe torneranno zoppicando a casa portandosi dietro un'abbietta sconfitta, e i nostri nipoti vedranno i loro genitori morire senza ragione, solo perché i nonni hanno continuato a sostenere questo sistema corrotto. George Bush non verrà mai sottoposto all'impeachment, perché se i democratici scavano troppo profondamente potrebbero portare alla luce un po' di scheletri dalle loro stesse tombe, ed il sistema si perpetuerà all'infinito.

Io sto per prendermi ciò che mi resta ed andare a casa. Vado a casa a fare la madre dei miei figli sopravvissuti, e a tentare di riguadagnare un po' di quel che ho perduto. Tenterò di mantenere alcune relazioni positive e buone che ho intrapreso durante il viaggio a cui sono stata forzata dalla morte di Casey, e tenterò di riparare alcune di quelle che si sono spezzate da quando mi sono impegnata totalmente in questa crociata per tentare di cambiare un paradigma che, temo, è scolpito in un marmo immobile, inflessibile, rigido e bugiardo.

"Camp Casey" è servito al suo scopo. E' in vendita. Qualcuno è interessato a cinque bellissimi acri di terra a Crawford, in Texas? Prenderò in considerazione ogni offerta ragionevole. Ho sentito dire che presto anche George Bush se ne andrà da là, il che rende la proprietà di maggior valore.

Questa è la mia lettera di dimissioni come "volto" del movimento statunitense contro la guerra. Non è il momento del rendiconto, perché non smetterò mai di cercare di aiutare le persone che, nel mondo, vengono ferite dall'impero americano, ma ho finito di lavorare all'interno o all'esterno di questo sistema.

Questo sistema resiste con forza all'aiuto che gli si vuole dare, e divora le persone che tentano di aiutarlo. Io ne esco prima che consumi me o qualche altra persona che amo, nonché il rimanente delle mie risorse. Addio, America. Non sei il paese che amo, ed ho finalmente capito che non ha importanza quanti sacrifici io faccia: nessuno di essi farà di te il paese che desidero, a meno che tu non lo voglia. Adesso tocca a te.

Momenti di sconforto

A proposito del post precedente, e premesso che è un periodaccio e sono di corsa.
Io pure, ci conto che sia un momento di sconforto.

Ma, conto pure che preferisco i commenti non anonimi. A meno che non sia chi penso io.

E siccome sono puntiglioso e fissato con la coerenza logica, dire che è un ragionamento del cazzo è un'affermazione, ma non è motivata.
Quando mi comporto io così, in genere e ultimamente ancora più spesso, mi viene fatto notare che è un atteggiamento di attacco perché si è sulla difensiva, e non si saprebbe cosa rispondere davvero.

La domanda -provocatoria- che ponevo è: ma esistono anche delle motivazioni logiche ed egoistiche, per non essere fascisti, o esistono "solo" delle motivazioni sociali, etiche, di cuore?

Che se è la seconda che ho detto, e continuo a non essere fascista, poi di conseguenza voglio essere libero di essere manicheo senza che nessuno mi dica più che ragiono in maniera dicotomica, e non voglio più sentire nessuno che mi dica che sono un moralista (su altri campi), se è solo la mia morale "laica" ad impedirmi di essere fascista.

Almeno qualche piccola soddisfazione, che diamine! :-P

mercoledì 6 giugno 2007

Dovevo nascere fascista

Sissì. Io Don Chisciotte non l'ho mai letto, ma sono stufo di combattere con i mulini a vento.
Ora che il circolo valsusino si è ufficialmente sciolto dopo neanche un anno, e la tessera personale sta finalmente per scadere, la prendo alla lunga e incomincio dagli albori della mia focosa :-P avventura con i Verdi. Che dopo gli insulti NOTAV contro i partiti, critiche dai compagni (valsusini e non), diatribe interne vaIrie ed eventuali, sorrisi condiscendenti dall'Askatasuna, ne ho bisogno.
Io sono megalomane, però non ho mai puntato direttamente a cambiare il mondo (shooting at the sun) ma a piccoli obiettivi pragmatici. Risultati pochi, maledetti e subito. Quando ho tirato la carretta per Pecoraro Scanio alle primarie dell'Unione (e se Dio vuole, non ero nemmeno tesserato) abbiamo appositamente costruito la campagna in senso "NO TAV = NO CAROTAGGI". Erano solo due o tre i Sindaci che erano disposti a passare la notte sulla montagna, mentre la maggior parte diceva "ma una trivella geognostica al Seghino non è la stessa cosa di un cantiere a Venaus" (che era di là da venire). Il nostro era un modo in più di premere sugli amministratori; niente di decisivo di per sé, un pezzo in più per spronarli. E ha funzionato. E meno male, che senza il Seghino non ci sarebbe stata nemmeno Venaus.
È un lavoro che dà poche soddisfazioni: si fa bassa manovalanza, si lavora a lungo, ci si stanca, e alla fine non è che hai ottenuto la Costituzione dall'Imperatore e nemmeno la legge sull'aborto. Ma mica per niente, il simbolo dei Sandideresi è la formichina.
Il 9 Aprile, ormai post-Venaus, tattica bis. E mentre la segretaria trotskista si incazzava per una manovra anti-comunista, lo scopo era di aumentare il pacchetto di voti della sinistra radicale a scapito della moderata, e di convincere gente di destra a votare a sinistra (ché per Rifunda era difficile), e ha funzionato. E visto che il Berlusca l'abbiamo scampato per 24.000 voti, un po' di orgoglio per una campagna all'arma bianca ce l'ho.
E quando si è trattato di aprire una sezione Verde in Valle, lo scopo non era il carrierismo. Ma fare in modo che a parlare con il futuro ministro dell'Ambiente fossero dei compagni di partito locali, anziché soltanto il lider maximo diessino. Ma 'sta cosa evidentemente era troppo difficile da capire. E così, il bel risultato ottenuto è che adesso DiPietro dice che gli amministratori valsusini con un po' di modifiche false e pretestuose sono ormai convinti che l'opera si può fare e restano contrarie soltanto un po' di teste calde, Bianchi dice che va tutto benissimo (ché amici comunisti italiani, state messi bene anche voi), e Pecoraro dice che finalmente le comunità locali sono soddisfatte del dialogo. Ma lo dice perché il lider maximo l'ha convinto di questo -ci metto due mani e anche altre parti anatomiche sul fuoco, ché anche prima di firmare i 12 punti della dittatura Prodi, Pecoraro chiamò il nostro- e perché noi non siamo riusciti a inserire un'altra voce di riferimento valsusino che adesso potesse suggerire il contrario.

In Generazioni, per qualche fantascientifica ragione Picard incontra il capitano dell'Enterprise di due secoli prima per chiedergli di aiutarlo, e il vecchio Kirk che ormai si è arreso gli dice "Combattevo per la galassia quando tuo nonno era ancora in fasce, credo che la galassia sia in debito con me". Perché vuole fare il pensionato. Ora se uno a sessantacinque anni si vuole arrendere, ha un senso. Se uno a ventisette anni ha lo stesso senso di frustrazione, di battaglie perse e di energie sprecate, c'è qualcosa che non va.

Riassunto delle amene prolissità precedenti: sul NO TAV, come su molto altro, locale e globale, va tutto a rotoli. Io sono abituato che ci devono essere delle motivazioni "logiche" per fare quello che faccio. Se combatto, gioco per vincere. Se devo partire dal presupposto che il mondo non cambierà mai, forse è una grossa stupidaggine continuare a provarci (perlomeno, è un eroismo che non è mai stato alla mia portata). Forse sarebbe più furbo farsi i cazzi propri, puntare alla carriera, al potere, ai soldi, a quello che volete purché sia soddisfazione personale, e schiacciare senza remore chi si incontra sulla strada.
Mi dite cos'ho da perderci? L'anima (laicamente parlando)? La stima di persone che tanto mi considerano fascista lo stesso? L'amore di persone che tanto non mi amano lo stesso? L'amicizia di chi ogni giorno prende per il culo Berlusca ma quando gli dici "anche se non vuoi prendere una tessera, vieni a sentire qualche riunione e vedere com'è" o "c'è una riunione no tav" ha sempre qualcosa di personale da fare?
No, seriamente, convincetemi che vivrei peggio, se fossi fascista.

E già che ci siete, spiegatemi anche perché, se comprendiamo (non giustifichiamo, né tantomeno accettiamo, comprendiamo) che un bambino maltrattato possa scegliere una via di fuga come droga o violenza, non possiamo comprendere allo stesso modo che un bambino troppo cresciuto maltrattato dalla vita diventi fascista.
Che se non lo faccio, per scrupoli vari in un'epoca di relativismo morale, non mi sento più etico, ma solo più stupido, o più debole.

lunedì 4 giugno 2007

Falce e cesello

C'è un motivo se i Comunisti Italiani, dopo che li ho sostenuti ai tempi della scissione, da un annetto buono mi stanno sulle palle.
Ed è grazie a questo simpatico figuro, che non sarà Cossutta, e soprattutto non sarà Rizzo, ma è pur sempre il massimo esponente del partito torinese. E venne colto a dire che la lotta NOTAV la considerava merce di scambio per altre battaglie, ed ora si conferma.
Luca Robotti, capogruppo del Pdci in consiglio regionale, e in prima fila nelle battaglie dell'ottobre-novembre del 2005 spiega: «L'ipotesi che si sta profilando sembra risolvere larga parte delle criticità, sia ambientali che strutturali, e imboccare una strada che molti amministratori locali sostengono già da tempo».
Ma quale ipotesi? Non c'è Venaus: si buca a Mompantero (due chilometri più in là). Non c'è la galleria del Musiné: ma certo, si interra tutta la linea storica, per un danno se possibile ancora maggiore, un unico tunnel artificiale in mezzo alla valle. Resta il tunnel di base di 53 chilometri e resta il grido di guerra «sarà dura» (La Stampa, 2/6/2007).
Sono tempi duri per l'alleanza ribelle. Si profila un inverno caldo, e i rinforzi saranno come sempre bene accetti.

venerdì 1 giugno 2007

Mr. Gabutti

Fuori dal bunker alle sei, cena alle nove, per riempire il tempo si accompagna la Polly che sta cercando casa... Ecco, a me sono sempre stati sullo stomaco gli agenti immobiliari, specie quando sono fighetti in gessato e ti presentano al vecchio proprietario come "i signori Gabutti". Che, va bene, la Polly è carina, e io dimostrerò pure più anni del dovuto, ma 37!
Per recuperare lo shock, come un cane da tartufi in libreria, dove rimangono contusi sul campo Guillaume Musso, Figlia di una vestaglia blu, La principessa che credeva nelle favole, e persino Archetti... E ho preso Rossano Campo, che guarda un po', è pure genovese.
Poi cena mirabolante con le Charlie's Angels, e ritorno a casa sotto la pioggia, e quell'energia che ti scorre dentro come quando il vento ti carica, e per scaricarsi un attimo ti togli la giacca e stai nudo sotto la pioggia, e giustamente quella è l'unica sera all'anno in cui tuo padre esce in cortile all'una.
E il risveglio con la nuova neve, e la montagna sacra a pagani e cristiani, e le nuvole a mezza costa, e quell'odore primaverile della terra bagnata, cartelloni televisivi / sportellisti impomatati / giornalisti ben oliati / treni luccicanti / non toccate la mia terra!

giovedì 31 maggio 2007

Recensioni e non

La fregatura è che non le so fare le recensioni, non quando sto pensando ad altro, perlomeno, con buona pace di chi tempo fa diceva che i miei post miglioravano (e soprattutto con un certo mio scazzo).
Ma devo almeno lasciare un appunto, su questo maledetto diario. Che all'Altra Metà del Cervello ovviamente è piaciuto di più il teatro danza, ma io questo l'ho trovato geniale.
Allora, teatro europeo. Ci si va per darsi un tono, per gli amici, per incasellare tutte le sere della settimana. Ma su questo ometto, ci avevo scommesso, e non mi ha deluso. La presentazione la trovate qui, ma a me sarebbe piaciuto parlarvi della saletta buia e piccolina con la gente tutta ammassata sulle scalinate metalliche, e della scenografia familiare, e dei violini che suonano da soli; dei ventilatori che fanno la sabbia che sul deserto sconvolge l'aereo Antoine-De-Saint-Exupery ma anche il vento di Ulisse e anche il rumore dei motori; delle vite incrociate delle quattro marionette, e della muccaCenerentola che si chiama nettamente Vincenzi; e del lieto fine che è ironico come piace.
Ma purtroppo, oggi e da troppo tempo solo questo riesco a dire: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

mercoledì 30 maggio 2007

Lezioni delle elezioni (?)

Sempre più preso dall'infernale ingranaggio, sto trascurando il blog... e continuo a lanciare provocazioni.

DI MASSIMO FINI
Secondo sondaggi del sociologo Renato Manheimer il 70% degli italiani non ha fiducia nel Governo. Il che è normale (piove, governo ladro). Ma la stessa percentuale non ha fiducia nel Parlamento, cioè nel complesso dei partiti, compreso il proprio. (..)
Tuttavia la sfiducia dei cittadini non riguarda la politica in sè e nemmeno nei suoi esponenti a differenza di quanto accadde nei primi anni Novanta. È una sfiducia molto più profonda e grave. È una sfiducia nella democrazia rappresentativa in quanto tale che coinvolge, con gradazioni diverse, tutto il mondo occidentale. Sia pur lentamente e faticosamente i cittadini stanno capendo che la democrazia rappresentativa non è la democrazia, è una truffa, un imbroglio molto ben congeniato o, se vogliamo esprimerci nel linguaggio più tecnico del giusrista liberale Hans Kelsen, una serie di fictio iurjs (...)
Destra e sinistra, le classiche categorie politiche nate con la Modernità, sono vecchie di due secoli e non sono più in grado di comprendere le esigenze più profonde del l'uomo contemporaneo. Che non sono economiche. (...) Il disagio acutissimo è provocato proprio da un sistema economico, da un infernale meccanismo, produzione-consumo, che, come un bolide impazzito aumenta costantemente i propri giri, pretende sempre di più da noi e ha finito per sottomettere l'uomo alle sue esigenze. La democrazia rappresentativa non è che l'involucro legittimante di questo meccanismo. E cadrà, credo presto, con esso. Perchè noi, sempre più stressati dalla sua feroce inutilità, non lo tollereremo più o, in ogni caso, perchè un sistema che si basa sulle crescite esponenziali, che esistono solo in matematica ma non in natura, è fatalmente destinato a implodere. Noi non attendiamo la caduta di Prodi o, domani, di Berlusconi, o di chi per lui, perchè niente, come si è visto, cambierebbe dal punto di vista sostanziale. Attendiamo, con speranza, il crollo del meccanismo economico-tecnologico che ci sta stritolando. Tutti.

Occhei, Massimo Fini scrive anche quanto segue... però...
Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perché non è che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanità. Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza.

mercoledì 23 maggio 2007

Stop al televoto

La classifica dei migliori auguri (e non auguri) di buon compleanno:
Primo indiscusso il collega Chivas, che ieri mentre entravo quatto quatto in ufficio facendo lo gnorri, urla ad alta voce: "Fate tutti gli auguri al Vair", facendomi sgamare che non avevo portato nulla. Così dopo mille scuse puerili (ma sai, non avevo tanta voglia di festeggiare) e un certo mobbing, oggi ho dovuto portare paste focaccia e vino.
Seconde a pari merito le tre colleghe-NON-orecchino-di-perla, che ieri all'aperitivo mi hanno dato il regalo facendo imbarazzare tantissimo una quarta persona che non aveva partecipato.
Terza classificata (si, lo so, a questo punto dovrebbe essere quinta) la ex-storica, che ha organizzato un bombardamento di sms dal treno con le cugine.
Seguono in ordine sparso, Rebby che a sorpresa mi ha mandato auguri tedeschi (e forse si è anche resa colpevole dell'unico accesso al blog dalla Germania) e l'Altro Emisfero del Cervello, che NON si è ricordato, as usual, nemmeno dopo avermi sentito al telefono.
That's all folks!

lunedì 21 maggio 2007

Pot-pourri

LA PRIMA VOLTA. Serata intensa, venerdì. Anzi, densa, come tutto il we. Che si comincia con una cena con l'Altro Emisfero del Cervello, che per l'occasione riesce di nuovo a farmi scomparire la vena narrativa, ed è molto meglio, così si chiacchiera. E che scova un Giapu che, sul classico tappetino rotante, fa buffet a volontà a prezzo fisso. E in questi giorni, fa pure promozione. Sicché usciamo completamente piegati, pagando undici euro, con il cameriere che ancora ci ringrazia per la mancia. Credo che la piaga delle cavallette o lo sfruttamento della CocaCola siano nulla in confronto a noi.
Si prosegue con serata-chiacchiere-d'altri-tempi con l'amico agrario, il quale si deve inventare una scusa per chiacchierare e mi chiede di aiutarlo a correggere i compiti in classe... la serata prevede limoncello a oltranza, ma qui sorvoliamo e passiamo alle perle:
Il sismografo è uno strumento che serve a tracciare delle linee sul foglio, ad esempio mmmMmMMMmmmMmmm.
Per ridurre il rischio all'uvioni, innanzitutto si dovrebbe sempre pulire i letti dei fiumi, le fognature, le cunette delle strade e far sì che la gente non inquini i fiumi e i tombini.



Durante il rientro, il primo contatto con una specie aliena. Che si era visto di tutto, sulla strada del Maometto, volpi, cinghiali, ricci... ma l'amico Tasso mi mancava e, ragazzi, la prima volta è sempre un'emozione.

***

DIABOLIK. Gli esperti di furti acrobatici in famiglia siamo tradizionalmente io e mia cugina. Che un'estate in cui i miei e gli zii erano agli antipodi, e lei ed io ci incrociavamo a casa soltanto per sbaglio, siamo riusciti, a distanza di un giorno uno dall'altro e all'insaputa dell'altro, a rimanere chiusi fuori. Per entrare, ognuno è salito sul balcone, si è arrampicato sul tettuccio del primo piano, di lì si è intrufolato nella finestrella da gatti delle scale (con una certa gioia dei gerani). E per fortuna il primo che l'ha fatto non ha pensato che l'avrebbe potuto fare anche un ladro, sennò il secondo a rimanere chiuso fuori sarebbe ancora lì adesso.
Ma sabato, si è bloccata la porta della vecchia camera della cugina, per l'occasione tornata col fidanzatomilanese. Ed entrare dalla finestra del secondo piano, per recuperare portafogli cellulari bagagli, era un po' troppo. Allora è stato chiamato lo scassinatore ufficiale, che a quanto pare sarebbe mio padre. Alla fine, abbiamo trapanato il legno della porta e fatto scattare la serratura, al modico costo di un forellino largo come una matita. E saremmo ancora lì ad armeggiare senza accorgerci che ce l'avevamo fatta, se mio zio non avesse inciampato e aperto la porta crollandoci sopra.

***

I miei mi hanno regalato Politicamente Scorretto di Gianni Minà, di cui Sepulveda dice Ci sono uomini che lottano un giorno e sono molto bravi, però ci sono uomini che lottano tutta la vita. Questi sono insostituibili.
E io me lo sono portato al mare, così l'amico-Odisseo e la Barbie-che-sussurrava-ai-cavalli hanno potuto prendermi in giro da fronti opposti. Gli altri no, che avevano difficoltà con leparolecrociatefacili. E se il primo impatto con l'afa di Alassio è stato oramiricordoperchéodiavolespiagge, dopo neanche cinque secondi la brezza del mare, l'odore della sabbia, il rumore della risacca, il profumo delle pagine appena stampate mi hanno completamente avvolto, che riesco a essere bucolico anche senza campi (ma l'odore del fieno appena falciato, quello c'era, a notte fonda sulla strada del ritorno, alla faccia dell'allergia). E tra bagni e chiacchiere e giochi e confidenze, l'attimo di imbarazzo pirandelliano per l'incontro tra gli amici di sempre e le nuove amiche è sparito subito, ed è stata l'ennesima splendida giornata. Grazie a Barbie, che ha capito tutto e mi ha invitato al mare.

***


«AL CUORE, RAMON!» Sicché. Saranno le ultime parole famose, ma sono abbastanza soddisfatto di me stesso, che mi sembra di stare migliorando nel fronteggiare le mie ossessività. E anche di essere diventato più tollerante nei confronti delle debolezze degli altri; il che secondo l'Altro Emisfero del Cervello riflette l'accettazione verso se stessi - muchas gracias.
E in effetti la sensazione è che le piccole cose non mi sfiorano nemmeno più, a forza di assorbire i colpi [indicativo intenzionale]. E sulla scia di questo viene la delirante tentazione di sfidare il mondo, tipo Capaneo: ora provate con le cannonate, e vediamo se mi rimbalzano addosso.
Casomai, domani dirò che odio il martedì.

venerdì 18 maggio 2007

E vai con le somiglianze...


Victor Laszlo.
Ieri sera, mentre ero a cena in un ristorante con terrazza sul Po, che se non si sapesse che é il Po non avrebbe nulla da invidiare a Parigi, ho realizzato che è una constatazione, né un complimento né un'offesa.
Può essere positivo o negativo a seconda se uno guarda la metà vuota o quella piena del bicchiere (anche se, per apprezzare la parte piena, credo ci voglia un distacco olimpico). E poi, ho pensato che tanto non mi piacerebbe nemmeno essere Bogey, e che alla fine anche Ingrid Bergman non se la passa molto bene.

giovedì 17 maggio 2007

Le gemme del legno dell'est

(che, a sproposito, l'est non porta sempre male? che il vento dell'Est del Signore degli Anelli è il Vento di Mordor, dove l'ombra nera scende, e la strega dell'Est del mago di Oz com'è?)
Questo post è per ringraziare il mio amico Luca, che non lo leggerà.
Perché ieri ha fatto in modo di avere un po' di tempo per ascoltarmi raccontare, con un briciolo di autoironia, un tot di cose che questo blog non ha visto e non vedrà. E poi mi ha sostenuto (con un po' più di ironia): "Bravo! Se hai fatto così, puoi camminare a testa alta per la main street e stendere Lee Van Cliff con lo sguardo" (pare che in questo periodo Luca apprezzi molto più del solito l'arroganza).
E poi saltando di palo in frasca mi ha chiesto come funzionava l'interflora, che stava cercando di risolvere il dubbio amletico: se chiedere di trascrivere il testo del biglietto dal commesso di destinazione, rendendolo un po' meno simile ad una dichiarazione dei redditi ma rinunciando alla privacy; oppure lasciarlo stampato come arriva da internet.
Potevo dirgli che era una selezione quantistica casuale e chi manda i fiori non ha possibilità di scelta, ma invece: "Non ho questo problema, uso delle parole che arrivano dritto al cuore anche se scritte con un normografo". Risposta: "Per impersonare bene un ruolo non bisogna esagerare, altrimenti sembri la caricatura di Clint Eastwood... che so, Giuliano Gemma".

martedì 15 maggio 2007

Cassandra - lettera alla comunety (d'addio?)

C'è chi non ha mai capito il senso della frase qui sopra: "come odio avere sempre ragione".
Che può sembrare arrogante, o può far pensare che non ci si metta mai in discussione. Ma il senso non è quello (nemmeno nel film, a dire il vero, che è il momento in cui il matematico-tratto-dal-grande-Heinz-Pagels viene attaccato dal tirannosauro, dopo che aveva previsto che sarebbe andato tutto a ramengo, e quindi sarà irrealistico, ma anche ironico e soprattutto autoironico; che lui sapeva come sarebbero andate le cose e ci si è ficcato lo stesso).
Il senso è un po' una sindrome di Cassandra. Che uno la razionalità la usa ancora, mediamente capisce cosa è realistico e cosa no, e tipicamente la cosa più plausibile non è molto bella (il pessimista è un ottimista bene informato). E allora lo sa come andranno a finire le cose; ma sceglie di illudersi, di chiudere gli occhi. Non perché sia del tutto idiota, ma per godersi il meglio, per trovare la forza, e perché no anche per continuare a sperare. Sceglie di vivere e di farsi male.
Che continuo a pensare che ne valga la pena.
Poi la sindrome di Cassandra ha anche un risvolto sugli altri, quando si presume -qui sì con una buona dose di arroganza- di essere più lucidi. E uno non è che si diverta, quando eventualmente capita, a dire "te l'avevo detto…", che in genere rimane l'amaro in bocca: è una soddisfazione magrissima e meschina e tardiva quando la tua città è in fiamme e si sono fatti male un po' tutti (tu per primo, eh, non fingiamoci altruisti).

Allora, Nessie, io avrei preferito non mettere in piazza alcune cose; ma siccome ci tengo a parlare e togliere ogni dubbio, anziché stare zitto e sembrare scemo :-P, che almeno si sappia che scemo sono, ma non un voyeur e nemmeno un esibizionista. Le confidenze più riservate continuo a tenermele per me, quelle di San Sicario, per dire, certe spiegazioni, certe debolezze che mi hai detto di non dire a nessuno. E mi pesa, che mi servirebbe parlarne con gli amici per sfogarmi. Ma tu allora per favore non ti arrabbiare, e non mi dipingere malamente.
È vero, forse a leggere il post degli ulivi ci sarei rimasto male comunque, che avrei sperato di suscitare io quei sentimenti, ed è inutile che tu dica che sei venuta anche a Torino, fino a Roma per me non l'avresti fatto. Con ciò, nessuno ti rinfaccia nulla, ovviamente; semplicemente rimango un po' deluso da me stesso, oppure un po' spiaciuto perché non tutto è andato secondo i migliori desideri. E tutti amici come prima.
Quello che mi dà fastidio, è che tu scriva che ti sei limitata per non farmi star male. Magari l'hai fatto e io non lo vedo, e questo commento è ingiusto. Però -così mi hai detto- dopo aver conosciuto l'Ulivo, ma prima di esserne coinvolta, mi hai mandato diverse mail. E mi hai scritto che non avevi bisogno della psicologa, per capire che certi comportamenti che hai avuto con me erano dei segnali importanti. Che ti spiaceva di non avermi mai detto "ti amo". Che eri stufa di avere delle cotte e poi fartele passare altrettanto in fretta, e volevi lavorare su questo (per te stessa, giustamente). Che mi sarei meritato (?!) un comportamento diverso da parte tua, e volevi farla finita con la tua personalità "stronza" (io te l'ho sempre detto, che al massimo la consideravo fragile; e sai anche che per questo motivo tuttimapropriotutti mi hanno dato dell'idiota e dell'illuso).
Allora, se mi sento ferito non è perché penso che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato (che non lo penso) né qualcosa di ingiusto nei miei confronti (che ci mancherebbe altro, obblighi non ne hai), ma perché penso che mi hai mandato segnali doppi, ed è quello che mi ha dato una delusione; oltre che mi sembra che tu ti fossi ripromessa per te stessa di fare delle cose, e poi non le abbia mantenute; e hai ragione che non sono fatti miei, ma -e scusa il paternalismo- mi sento un po' deluso anche per te.
Poi magari non ho capito nulla, e tutto funzionerà a meraviglia, e tu prenderai una certa strada e la tua vita prenderà tutta una bella piega; e allora sai che, anche se magari adesso non riesco a farlo, ne sarò felice per te.

Sempre sperando di non essere affetto dalla sindrome di Cassandra; e ti assicuro che non è una gufata.

lunedì 14 maggio 2007

Ma perché

I racconti dei sabati da leoni, e delle domeniche da coglioni, magari a seguire. Che non è il momento.

Oggi solo questa foto, per dire che anche se i campi di miele possono diventare amari, non credo sia così sciocco da parte mia, desiderare e aver desiderato di continuare a raccogliere pezzi d'arcobaleno il più possibile.

martedì 8 maggio 2007

Quei magnifici anni '70

Io non so mai rinunciare a dire la mia.
A costo di dimostrare che ho uno sguardo limitato, che penso solo al NOTAV e non al G8 (ma spintadalbass c'era, tanto per dirne una) e che non sono "compagno".
A costo di sembrare che non mi sono "distaccato" dal modello genitoriale (ma un conto è la vita privata, un conto la vita politica); e non pretendo di dire che "sono cresciuto bene" (che ci sono tutta una serie di cose che devo correggere; ma non è detto che siano da imputare ai miei).
Io, non mi sono mai fatto raccontare nei dettagli cosa facevano i miei negli anni '70. So che le battaglie sul divorzio, l'aborto, l'obiezione di coscienza, le condividevano; ma non so cos'abbiano fatto in prima persona. So che facevano sindacato, e che andavano a trovare in galera i compagni di Lotta Continua (ché la Valle è stata anche teatro di terrorismo rosso e di complotti neri). So che collaboravano (più mia madre) ad un giornale catto-comunista, e che si dedicavano ad amministrare il mio piccolo paese (più mio padre).
So che in una Valle di piccoli comuni, si fa più volontariato che politica. Ma è lì che sta il difficile: fare le cose piccole, ma farle tutti i giorni. Che puoi aiutare la "scema del villaggio" a non farsi accoltellare dal marito ubriaco, e cercarle dei lavori. E nel frattempo, scrivi e ti confronti, e cresci, e costruisci amicizie anche tra chi non condivide proprio tutto. E magari, insegni ai bambini delle elementari, quando ancora non andava di moda, a fare la raccolta differenziata.
Credo anche che sia un metodo che paga: che se in Val di Susa abbiamo avuto la prima fabbrica che, su iniziativa degli operai, si è riconvertita per non produrre più armi, un motivo ci sarà.
Che se alla fine il NOTAV ha trovato terreno fertile su cui germogliare, un motivo ci sarà.
Che se gli amici cattolici di quegli anni, sono gli stessi che mandano le mail con il Families Night parlando apertamente di coppie gay, un motivo ci sarà.
E perciò, dal punto di vista politico, vale la pena almeno di considerarla, questa strada.
E sul privato, se mio padre ha dovuto vedermi meno spesso (che di giorno lavorava, e la sera faceva il Sindaco) -e so che gli spiaceva, come quand'ero piccolo piccolo spiaceva a me, ché ho dei ricordi su questo che adesso trovo belli- non vuol dire che sia stato assente. E ne vado orgoglioso, e non per questo ci litigo di meno se lui non capisce perché vorrei andare a vivere per conto mio.
E se mia madre ha rinunciato al lavoro (e ora ditemi che non vorreste anche voi scappare rapidamente da un posto in banca :-P), non per questo è stata meno indipendente.

Bon. Non so se questi pensieri hanno un capo e una coda.
Per il resto, stranamente :-P, condivido la StregaNocciola.

Families Night

Servirà a poco... ma comunque: Families Night.
Sabato 12 maggio parte del mondo cattolico si riunirà a Roma per il “Family Day”. Una manifestazione, nata chiaramente come risposta alla proposta governativa dei Dico, che vuole promuovere un unico modello di famiglia: quello descritto nel manifesto della CEI.
Il “Family Day” è figlio dei “Non possumus”, di una concezione atavica di famiglia che non comprende le famiglie di fatto, e cioè le coppie non coniugate che convivono stabilmente, con o senza prole, od anche i nuclei familiari composti da coppie omosessuali o costituiti dal singolo genitore e dai figli riconosciuti.
Noi crediamo che anche a queste altre famiglie vadano riconosciuti i diritti già acquisiti nella stragrande maggioranza dei paesi europei, nel rispetto soprattutto del sentimento che caratterizza più di tutti queste unioni: e cioè l’amore.
Per questo lanciamo, con la forza del dialogo e del “Possumus", il “Families Night”.
La notte che precede il 12 maggio, l’11 maggio alle ore 21,30, accendiamo una candela nelle finestre delle nostre case, accendiamo la speranza dei diritti per tutte le famiglie, illuminiamo la notte dall’oscurantismo di chi si ostina a non volere considerare uguali tutte le forme di amore.


Prime Adesioni Franco Grillini, Ivan Scalfarotto, Aurelio Mancuso, Gianni Cuperlo, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Pennarossa, Adele Parrillo, Vanni Piccolo, Andrea Benedino, Paola Concia, Sciltian Gastaldi, ElfoBruno, Simone Silvi, Don Vitaliano Della Sala, Imma Battaglia, Di' Gay Project, Kilombo, Francesco Mosca Fabio Omero, Francesco Costa, Tisbe, Fiaschi, Davide Martini, Titollo, Macondo83, Labattitura, Moltitudini, La Trudy, Barbara Temperilli, DS Macerata, Roja30cr, Marta Meo, QualcosadiRiformista, Andreas Martini, Joiyce, Andrew, Rosalbas, Samantha, Billo, VareseQueer, troublemaker78, wittyboy, Masumi86, Sergio Rovasio, Spartacus Quirinus, Ofidius, arte82misia, Villageblog, paolav, WebLogin, Dade83, Acrylic77, Miss Gruviera, Principe Kamar, Carrino, Vecchi Froci, Omoios, Fireman, Eleonora Cirant, Antonio Crialesi, Enrica Braccioni, Andrea Capanna, SacherFire, Momatwork, Aradia - Il pane e le rose, Carmelo Brischetto, Gio'Myart, Ass. Viottoli, SG Toscana, SG Empoli, Marco Simonelli, TELLUSfolio,Veronika Logan, Manuela Maletta, DS Lazio, ArciGay,

venerdì 4 maggio 2007

Il cavallo di Zorro

Altro test carino, i risultati (seeh, seeh):
Possibilità di svolgere un lavoro utile per la società, tempo libero, coerenza con gli studi universitari compiuti, corrispondenza tra attività lavorativa e interessi culturali e stabilità del proprio lavoro sono gli aspetti del lavoro per i quali il cavallo di Zorro, in base alle risposte date dai laureati che oggigiorno lavorano, è più soddisfatto.

Di contro, ha dovuto rinunciare, e per questo non ne è soddisfatto, al guadagno, alla possibilità di fare carriera, al prestigio che il lavoro può offrire, al rapporto con i colleghi, al coinvolgimento nelle decisioni aziendali, alla possibilità di acquisire professionalità, al luogo di lavoro, alla possibilità di essere autonomi e indipendenti e alla flessibilità dell’orario di lavoro.


Il cavallo di Zorro, con maggiore probabilità di sesso femminile, ha verosimilmente optato per un corso di laurea nell'ambito dell'insegnamento, letterario, psicologico, scientifico, geo-biologico o linguistico. Di conseguenza, è più probabile che abbia trovato un impiego, dopo la laurea, nel settore dell'istruzione, dei servizi sociali e personali, della pubblica amministrazione e della sanità; è il pubblico impiego a caratterizzare con maggiore probabilità il lavoro del cavallo di Zorro. Il guadagno mensile netto dopo 5 anni dalla laurea è verosimilmente più basso della media, anche se il lavoro si trova in tempi non biblici.

A partire dai percorsi di studio più frequentati dal cavallo di Zorro, è possibile risalire alle corrispondenti classi di laurea. Guarda qui sotto la composizione di ciascun percorso di studio.
Insegnamento: Scienze dell'educazione e della formazione. (…)

Dalle tue risposte emerge che:
Metodo di studio. Alla fine della scuola superiore ritieni di aver acquisito un discreto metodo di studio, ma è auspicabile che questa competenza sia ulteriormente potenziata. Ricorda che per affrontare con successo il percorso universitario il metodo di studio è una risorsa molto importante.
Risultati scolastici. La tua idea è quella che i risultati scolastici conseguiti finora dipendono prevalentemente dal tuo impegno personale e dalle tue capacità. La determinazione nello studio e la volontà di riuscita sono un requisito importante per affrontare il percorso universitario.
Valore della formazione. La formazione personale e professionale rappresenta una risorsa per il tuo futuro. Forse non ne sei pienamente consapevole. Rifletti sull'investimento in formazione che ancora devi fare.
Preferenze ed interessi. Sembra che tu abbia le idee chiare su ciò che vuoi fare in futuro o almeno hai costruito nel tempo delle preferenze verso alcuni settori di studio e di lavoro. Prima di decidere tuttavia ti consigliamo di verificare se conosci a fondo i tuoi ambiti di interesse (puoi sempre acquisire nuove informazioni) e se effettivamente la realtà corrisponde alla tua rappresentazione.
Disponibilità al nuovo. Ti descrivi come una persona interessata a conoscere situazioni diverse e aperta verso nuove esperienze. Questa tua risorsa ti sarà utile nel percorso universitario; tuttavia non buttarti allo sbaraglio e rifletti sempre prima e dopo, così potrai trarre il massimo vantaggio da ogni esperienza importante.
Capacità di analisi. Ritieni di essere una persona che sa riflettere prima di agire ed è in grado di cogliere le richieste dei diversi contesti in cui si trova. Questa capacità ti dovrebbe aiutare anche nell'affrontare l'esperienza universitaria ed eventuali situazioni complesse che si potrebbero presentare. Se questo non si verificasse, non ti demoralizzare perché si può imparare anche dagli errori.
Capacità di affrontare gli imprevisti. Di fronte ad un evento che non ti aspettavi sei in grado di non farti prendere completamente dal panico, anche se hai qualche difficoltà a venirne fuori. La capacità di affrontare situazioni complesse o impreviste è una risorsa personale che devi ancora potenziare perché ti potrà essere utile per arrivare in fondo al percorso universitario e anche quando cercherai di inserirti nel mondo del lavoro.
Focalizzazione sull'obiettivo. Non sempre riesci a portare fino in fondo un compito o un impegno che hai preso. Questa tua caratteristica potrebbe metterti in difficoltà durante il percorso universitario perché il carico di studio in alcuni momenti è pesante e richiede una forte motivazione personale per andare avanti. Cerca di essere consapevole della necessità di non perdere di vista l'obiettivo finale e di mantenere la concentrazione su ciò che devi fare per non lasciare a metà qualche impegno.

giovedì 3 maggio 2007

Alza il pugno

Far incazzare le persone che con cui si sta cercando di dialogare non è una mossa saggia. Ma d'altra parte, tra i motivi per cui sto male c'è anche che ho un bisogno compulsivo di parlare, comunicare, confrontarmi. E, se fossi stato di un altro umore, avrei parlato di questo -anche- anziché del post sotto.

Lei voleva la rivoluzione, l'aspettava e diceva di no
alle mie riflessioni ed ai vari argomenti,
ai distinguo ad ai tanti però
Lei credeva in un puro ideale,
nel riscatto di tutte le masse
al compromesso borghese e alla pace sociale
opponeva la lotta di classe

Alza il pugno, alza il pugno
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!

Continuava a parlare d'azione
di rivolta e di proletariato
come se in questi trent'anni di storia
il mondo non fosse cambiato
Lei sognava la ribellione contro l'impero del capitale
e scuoteva la testa quando le dicevo
che servono nuove parole,
che ora servono nuove parole!

Alza il pugno, alza il pugno
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!

Ho cercato di farle capire
ma testarda non vuole ascoltare
"pensare globale agire locale"
non è uno slogan ma una sfida vitale
Oggi Contessa ha cambiato sistema,
si muove fra i conti cifrati
ha lobby potenti ed amici importanti
e la sua arma più forte è comprarti,
la sua arma più forte è comprarti!

Alza il pugno, alza il pugno
mia dolce rivoluzionaria
Alza il pugno, alza il pugno
non rinnego la mia vecchia strada
L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
la risposta ora è più complicata!


Si sta come d'autunno...

Mi pare di ricordare, da quando ero piccolo, una versione intelligente della teologia cristiana a proposito di inferno e paradiso. L'intenzione era quella di salvare capra e cavoli: che ci fosse una qualche forma di "dannazione" senza che questo compromettesse la bontà di Dio (per il fatto di non aver perdonato).
Dicevano perciò che la "pena" dei dannati non era una "punizione", ma una libera scelta, e consisteva semplicemente nella lontananza da Dio: avevano dimenticato che Dio fosse Bene, si erano allontanati per seguire un'altra strada e perciò si erano auto-esclusi.
Mi sono sempre chiesto se fosse consentito cambiare idea anche dopo.

***

Ci sono persone che si dimenticano dell'arcobaleno, che lo credono grigio, e si autoescludono. La domanda è la stessa.

venerdì 27 aprile 2007

L'orco cattivo

Ecco. L'ho lasciata.
Anzi, le ho detto che la lasciavo. Che tra il dire e il fare, ci vuole un mare di costanza… e 200 km di distanza forse non bastano. Non c'era bisogno che mi dicesse che non aveva fatto apposta a farmi del male… ché io la debolezza la capisco fin troppo bene, anche se, Nessie, non hai creduto che lo facessi.
Immagino che qualcuno tirerà pure un sospiro di sollievo: e potrebbe pure non avere tutti i torti, che poi ho fatto quest'altro test scherzoso, ed è venuto fuori che sarei Hannibal Lecter. Ma, ecco, se è vero che il saggio non è colui che non ha mai sbagliato, ma quello che ha fatto tutti gli errori possibili, io -senza pretese di saggezza- penso di aver fatto abbastanza cazzate tra giovinezza e adolescenza per essere ragionevolmente sicuro che non le avrei mai fatto del male, fisicamente.
Tra la schiera di quelli che pensano che avrei potuto farle del male psicologicamente, invece, mi ci metto anch'io; ma, vorrei dire, è tutto complicato, e io non abbastanza preparato, e poi non sarebbe il mio ruolo (e lo dice anche lei). E se l'ho fatto, vi prego di credermi, anche in questo caso è stato per debolezza, o perché non sapevo cos'era meglio fare, o tutte e due le cose: ma non l'ho fatto apposta.
E allora perché mi sento un orco cattivo, un po' verso me stesso e un po' verso di lei?

***

Allora, non sono convinto di aver fatto una cosa furbissima -egoisticamente, intendo- lasciandola. Che se ci stavo insieme, è perché mi piaceva farlo. Poi è vero che mi stava portando sull'orlo dell'esaurimento: ma è da vedere se non sia dovuto a un mio modo di vivere le cose, di pretendere sempre troppo; e se è così, allora mi ricapita con chiunque io stia, e allora o sto da solo, oppure cambio atteggiamento, e a 'sto punto non è stare o non stare con lei, il problema.
Anzi. La fregatura è che una volta che si ascolta il canto delle sirene, conviene avere degli amici pronti a legarti per non farti correre da loro. Siccome so che la Nessie non riesce proprio a vedersi come sirena (è che si disegna cosà) so anche che servirà a poco che io lo scriva. Ma che cavolo, è il mio blog, e scrivo anche per me. :-)
Potrei buttarla su qualche battuta adolescenziale sul sesso; o dire che la mattina mentre si va verso il bunker, piuttosto che ascoltare Platinette alla radio, è meglio ascoltare la Nessie dall'autobus piombato.
Ma il fatto è che si vede come fa la teatralizzazione di scienze con i bambini, per dire. Dà una soddisfazione pazzesca se lei alle tre di notte chiama te. Si vede che prepara il pezzo di Portella delle Ginestre in biblioteca in dieci minuti, mentre tu arranchi su una presentazione power point. E poi senti provare il pezzo a casa di Helen, e ti commuove già lì, e ti immagini come può essere al Mazda davanti a seimila persone ammutolite, e ti viene una voglia pazza di essere lì, e dire, come la StregaNocciola, ecco, quello è gramsci29.
E la cosa di cui dovresti convincerti, Nessie, e che sono sicuro prima o poi vedrai -preferirei prima, ma vabbé :-)- è che se queste cose basta un week end in valsusa per vederle, dove si scherza un po' e si faranno due discorsi seri al massimo, e se le intuisce in un attimo persino uno scientista ottuso come me, non devono poi essere nascoste troppo in profondità.
E allora, smettila di specchiarti in una lente deformante.

***

Credo, Nessie, che anche tu mi abbia giudicato un po' ingiustamente. Per carità, hai dei motivi per dubitare di me, nessuno lo nega. Ma non credo di non averti capita, sai; ad esempio per quanto riguarda il Mazda, lo so perché mi hai chiesto di non venire.
Se cerco di spiegarti che dal mio punto di vista è come se Mozart suonasse per tutti e dicesse alla fidanzata di non ascoltarlo, non è perché non ti sostengo, è perché ho bisogno che tu anche, capisca cosa vuol dire per me.
E lo so, che ti dà fastidio sapere che io potrei forzarti, che ti mette ansia che io la possa pensare diversamente su qualche tua fragilità. È che continuo a pensare che dovresti provare anche ad affrontarle di brutto, oltre al modo che già fai: tu mi hai capito. Con questo, so benissimo che ti fa bene affrontarle come le affronti, non è vero che non ti appoggio: e infatti io sono convinto di averti già vista andare nella direzione che vuoi prendere, anche se non ti sembra.
E allora, perdonami, non sono convinto nemmeno che sia una cosa furbissima per te, lasciarti. Ché se -per rimanere sugli esempi- hai bisogno di essere "sola" al Mazda, allora, amanti a parte, hai poche alternative: o stai con uno di cui non gliene importa nulla di esserci (e allora, pur nella mia ignoranza della psicologia, non credo sia una genialata), o stai da sola (e idem), oppure capisci che ti si possa rispettare, e nello stesso tempo voler essere li. E magari, il passo successivo, è fidarsi del fatto che non capita nulla di tragico, se poi c'è anche lui (anche al di là del simbolo del Mazda).
Continuo ad essere convinto che, finché non provi (e rischi, per carità), sarà dura; e perciò dovresti provare; magari partendo da una persona di cui hai più fiducia (e qui, per essere fini, so bene di starmi tagliando le palle da solo). Lo so bene che è facile dirsi; ma -sarà di poco incoraggiamento- le paure non si affrontano quando si è preparati, perché non ci si sente mai preparati di fronte alle proprie paura; "semplicemente" ad un certo punto si ha la forza di rischiare.
Credimi, ce la puoi fare. E una volta fatta la prima volta, vedrai che le successive è sempre più facile, anche se l'ansia un po' rimane.

Lo so, continuo a chiedere troppo, che mi piacerebbe che la prossima volta che hai voglia di piangere tutta la notte, chiamassi me. È che mi farebbe sentire un po' più contento di me stesso, e un po' meno orco cattivo.


martedì 24 aprile 2007

Le storie a distanza - VI

LE SEDIE


Domenica sono venuti in Valle gli amici del Presidio di San Pietro (visitate il link almeno per il tempo di leggere il popup che appare), per ricevere il Premio alla Resistenza "partigiano Bruno Carli" consegnato dal Valsusafilmfest. (Inciso che non c'entra niente: la brigata Garibaldi di S.Pietro di Rosà venne fondata dal parroco).
Ieri sera abbiamo visto un paio di loro filmati. Hanno avuto, hanno, le palle, molto più di noi. Non parlano di democrazia partecipata, la applicano. Di notte, dormono al presidio, da 4 anni. L'eco-mafia ha mandato in coma uno dei leader, e poi il padre della sindaca andava in giro a dire "e dopo il pastore, penseremo alle pecorelle". Ecco.
Ora. Vorrei evitare di identificarmi nella loro vicenda: che, come ho appena detto, hanno le palle più di noi, e non sarebbe giusto; ma non possono non suscitare anche riflessioni personali.
Dice Daniele: "Uno, a 22-23 anni, quando si immagina come sarà a 30 si pensa con una famiglia. Io, non riesco più nemmeno a ricordarmi com'era la mia vita prima del presidio. Penso solo più a quello. Una vita insieme ad una donna? Non riesco più ad innamorarmi. Anche nei momenti che dovrebbero essere calmi, a casa, da solo, c'è sempre l'ombra della zincheria, su tutto".
Allora, io sono contento di riuscire ancora a sorridere. E se alla mia ex-fidanzata fa piacere che qualcuno la ascolti alle tre di notte... beh, è bello avere qualcuno che ti chiama alle tre per sorridere. E' bello che qualcuno ti chiami, anche solo per farti portare le sedie scenografiche :-D.
Che ti verrebbe voglia di dirle: te le porto così, e poi vedere se le mette su CestLaGuerre.
Solo che sarebbe capace di rispondere: si si portamele... e dove le vado a trovare, che magari è pure un pezzo unico?


Bagnasco vergogna!



Addirittura in quadruplice copia, qui, qui, qui e anche qui.
L'unica cosa che non sapevo è che il puntoggì e effepunto avessero cambiato sesso: così infatti IlGiornale (ahimé, non per deludervi, ma l'unico che abbia trovato che parli di voi, per ora...)
Gli episodi di contestazione sono iniziati nel cuore del centro storico. Mentre il corteo passava nei vicoli, sono apparse numerose scritte offensive nei riguardi dell’arcivescovo lungo tutto il percorso. Ed è stato proprio nei carruggi che ad un certo punto cinque ragazze si sono affacciate a delle finestre inveendo contro il corteo: «Fascisti - gridavano - vogliamo la libertà». Ma i manifestanti non rispondevano, continuando il loro percorso in religioso silenzio. Qualcuno recitava una preghiera.
Credo che la preghiera fosse: ci puliamo il culo. A meno che non fosse Fateci salire che magari qualcuno si era ravveduto, folgorato sulla via... del Campo.
Un'AltraBrecciaAPortaPia!

PS: è l'unica volta in cui è stato gonfiato il numero dei partecipanti ma anche quello dei contestatori: segno che la DIGOS non sa contare, perciò potevate anche dirgli il numero dell'interno... si sarebbero sbagliati.


lunedì 23 aprile 2007

venerdì 20 aprile 2007

E' tutto FALSO!!


Notizia vecchia fa buon brodo. La notizia seria e grave e nuova la leggete qui.
Io invece vi racconto una cosa, che ho scoperto ieri chiacchierando con l'amico non-ingegnere (che ha mollato il poli ma è supertecnico), alla faccia che avrei dovuto essere un fisico e quindi già saperlo. La Fede e l'Altra Metà del Cervello sono particolarmente invitati a commentare.
Io trovo un po' ridicolo che si spendono miliardate di euri in tutta Europa per costruire l'acceleratore di particelle più fico del mondo, e poi questo si rompre perché si staccano i ganci che lo reggevano. (Excursus: se è successo esattamente così, sono sicuro che sia un difetto di progettazione imputabile a un ing, e non -come me l'hanno raccontato- di un fisico che si è dimenticato di tenere conto di una forza... :-D)

Ma io ho una spiegazione alternativa: il complotto.
Tutto il trigo doveva servire a cercare la particella di Dio. Questa particella è di importanza fondamentale, perché se non esiste crolla tutta la concezione delle particelle che abbiamo oggi.
I calcoli teorici mostrano che, perché questa particella faccia effettivamente il lavoro che serve per salvare le chiappe dei fisici, deve essere più leggera di TOT.
Gli esperimenti condotti finora (servono acceleratori tosti per cercare particelle grandi) hanno controllato particelle leggere (il Dio dei fisici mi perdoni per questa vulgata). E non hanno trovato nulla. Perciò, o la particella non esiste, oppure è più pesante di TOT; in entrambi i casi, il modello standard crolla.
Rimarrebbe ancora un piccolo spazio in cui potrebbe stare la particella, tra la teoria che dice qui <- e l'esperimento che dice là -> (-> X <-); ma manca poco perché la situazione diventi così (<- ... ->) e ognuno dica una cosa diversa.
Allora, si deve essere diffusa la voce che io aspetto da anni i risultati di questo esperimento per poter urlare: "E' tutto falso!". E per impedirlo, hanno scassato l'esperimento: "peccato, non abbiamo potuto farlo!". E tutti si continua come prima.
Sigla di X-Files.
Titoli.

La notizia:
GINEVRA, ESPLOSIONE AL CERN DANNEGGIA ACCELERATORE PARTICELLE LHC
Roma, 10 apr. (Apcom) - Vi sarebbe un errore di progetto all'origine dell'esplosione avvenuta il 27 marzo scorso nel laboratorio del Cern a Ginevra, e che ha danneggiato seriamente il nuovo acceleratore di particelle: è quanto pubblica oggi il quotidiano britannico The Times. Lo scoppio ha sollevato dalla sua sede uno dei magneti pesanti venti tonnellate utilizzati nel nuovo Large Hadron Collider (Lhc): per permetterne il funzionamento, i tecnici dovranno smontare, riparare e modificare tutti e 24 i magneti presenti nell'acceleratore, lungo 27 chilometri: l'errore di progetto riguarderebbe il sistema di ancoraggio delle bobine. Il Cern spera comunque di rispettare la data del prossimo giugno per l'entrata in funzionamento dell'impianto, che permetterà di creare condizioni di energia prossime a quelle valide negli istanti successivi al Big Bang: gli scienziati sperano così di appurare maggiori dati sull'effettiva composizione della "materia oscura" di cui si compone la maggior parte dell'universo e di stabilire per quale motivo le particelle elementari assumono i loro particolari valori di massa.


martedì 17 aprile 2007

giovedì 12 aprile 2007

Power increases sexual options

Mezza comune-ty si è rimessa a giocare, e allora io ho rifatto i test che avevo già fatto. Così posso distribuire carezze (mi dice la mia ex fidanzata che è espressione da Papa Giovanni, vi prego ditele che non dovrebbe essere quello il ruolo, e per fortuna nemmeno il personaggio che mi è venuto).
Comunque. Trattasi di test della personalità scherzosi, che vi dicono a quale film e a quale personaggio storico assomigliate.
Miei risultati, parte A: Qualcuno mi illumina?

Miei risultati, parte B:
Ora, poiché prima mi era venuto Gandhi, e mi pare che entrambi non ci azzecchino nulla, questo a mio avviso dimostra inequivocabilmente che:
1) il test, come ovvio, è divertente ma non ha alcuna rilevanza;
2) di conseguenza, la Nessie può stare tranquilla sul suo risultato (e io tiro un sospiro di sollievo);
3) la GigiEinstein, gioisce di gioia effimera.

Ma se invece vogliamo prenderla sul serio, allora apro un sondaggio... secondo voi la Nessie di conseguenza dovrebbe essere?
Risposta A: mi tocca portarle un vestitino rosa con un po' di mia materia cerebrale sopra. Risposta B: mi tocca portarle una goccia di chanel n. 5 (il che sarebbe anche carino, ma poi dorme sola, e quindi ci guadagno relativamente).
E poi le tocca una dose mortale di droga. O un miliardario noioso. Destino crudele.


martedì 10 aprile 2007

Il Signore dei Nerd

Siediti sulla riva e aspetta. Prima o poi, ti capiterà per le mani un fumetto insospettabile (tipo Il Signore dei Ratti) che in tre righe di bibliografia metterà a posto Tolkien, Guerre Stellari, e Harry Potter.
Ma aspettate. Antefatto. E' stato un week end bello, ma bello, ma bello (insomma, la recensione della Nessie de Il colore della libertà), sicché che io vada a parlare di questo suona un po' ingiusto. Ma, ecco, il fatto è che io sono un contestatore: il che si è scoperto essere la definizione, da corso aziendale sul lavorare in gruppo, di colui che non accetta le regole di un'autorità superiore senza discuterle. Il che è, come ovvio, aziendalmente esecrabile. Ma rassicuratevi, è solo il mio secondo lato caratteriale: il primo è una roba tipo costruttore, che è all'incirca la definizione aziendale di scientista (quasi altrettanto esecrabile, pare).
Ma venendo al dunque, sono contestatore, e lasciatemi divertire!
(Che poi, il fatto che qualunque cosa mi faccia pensare alla Nessie, è anche romantico; e in fondo non è che rompo le scatole, è che ne sono follemente innamorato e non vorrei mai che si perdesse dell'Arte maravigliosa :-D)

Il grande successo del libro risale agli anni Sessanta, quando nei college americani si diffonde un'edizione pirata del romanzo. Gli Hobbit che non portano scarpe perché sono liberi e che fumano l'erba-pipa non possono che spopolare tra gli hippie di quegli anni.
Fra i ragazzi di quel periodo c'è il futuro re dell'horror, Stephen King (...).
Anche un certo George Lucas frequentava il college negli anni Sessanta (...). Obi-Wan Kenobi svolge un ruolo simile a Gandalf; il bar di Mos Eiszley, vero crogiolo di razze aliene, fa il paio con il Puledro Impennato.
Ma è soprattutto lo spirito delle due saghe ad essere simile: entrambe sono anche due racconti di formazione in cui un personaggio matura e diventa uomo (oppure Hobbit). (...)
Ma tutta la fantasy moderna deve fare i conti con Il Signore degli Anelli, dalla saga di Shannara allo stesso ciclo di Harry Potter con i suoi numerosi riferimenti (uno per tutti: Albus Silente, preside della scuola per maghi di Hogwarts e parente stretto di Gandalf).

Eh, eh, siore e siori: o tutti o nessuno. :o)
E la dimostrazione che tutto fosse giustamente dedicato alla Nessie, eccola:

martedì 3 aprile 2007

tre puntini

Quando il lunedì mattina ci si sveglia sudati e trafelati da un incubo, si dovrebbe già capire come andrà la settimana. Così:

Che uno può pensare di chiudersi a riccio, ma poi pensa che finirà spiaccicato dalle macchine a bordo strada. E quando prova a scriverla, sta cosa, il server di BetaBlogger va in crash.
A questo punto, rubo la mitica frase "io odio il martedì" e incomincio a immaginare il mio fine settimana: se tanto mi dà tanto, venerdì non sapendo che altro fare di meglio mi cercherò una via crucis carina e mi metterò a flagellarmi. Qualcuno ha un cilicio da prestarmi?

lunedì 2 aprile 2007

Fotoromanzo




e questo è turigliatto il prodifrago

Le storie a distanza - V

"Ieri ho fatto una lavatrice, ma era una lavatrice bianca!".
E' così che si ridà un sorriso.

Poscritto per Luca e Elena, se lo vedono, quei traditori: così inizio anch'io con i post criptici!