Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

martedì 30 dicembre 2008

Il Vecchio e il Nuovo


(inciso: avrei potuto titolare questo post le geodetiche sulla neve son curve ben strane, ma m’è parso un po’ troppo nerdosamente criptico, e pure autoreferenzialmente).


A proposito di metà di vite, ma di anniversari più allegri, esattamente 14 anni fa appendevo gli sci al chiodo per convertirmi alla tavola, come all’epoca l’accademia della crusca chiamava lo snowboard.


Si era al pian del Frais, il mibabbo, suo cuggino, i miei cuggini (cioè; per distinguere le generazioni). Cominciò a nevicare a livello di tormenta, ad ogni giro era caduta tanta neve fresca in pista da non poter distinguere le tracce lasciate al giro precedente, e ad ogni giro una decina di sciatori si arrendeva, finché gli impianti lavorarono solo per noi cinque. Io ero dotato di un asse da stiro corto e rigido, ma realizzai lo stesso che ci si poteva divertire un fracco (come non dice l’accademia della crusca) e che la sensazione doveva essere qualcosa di simile al volare. (Per inciso, questa illuminazione, insieme al fatto che all’epoca avevo i capelli, sarebbe poi stata una delle due circostanze che mi portarono a conoscere sul treno la fidanzatastorica, ma questa, come dice ancora oggi l’accademia della crusca, è un’altra storia).


14 anni dopo -nel frattempo gli impianti hanno chiuso- uscendo a notte fonda dal lavoro m’è preso il ghiribizzo di dire al sottocapo ti comunico ufficiosamente che domani non starò bene: suo sorriso sincero, si prendono le ciaspole e si va. Prima volta con racchette da neve, ce n’è un’altezza variabile da sopra le ginocchia a sopra la vita: lezione autodidatta di nuoto in salita.


Tanti incontri, ed è sempre bello constatare come la montagna trasformi sempre le persone in meglio: chi in fondovalle si sarebbe tranquillamente e molto opportuno-piemontesemente ignorato, qui si riconosce come compagno, e non è cortesia di facciata ma condivisione delle fatiche, della gioia e degli sforzi. Quattro ore e mezza di salita per dodici minuti di discesa, ma in neve powder e vergine come non se ne vedeva. Salita che fortifica lo spirito e tartassa il ginocchio infortunato, devo ringraziare il Fantasma dei Natali Passati per la foto, i Fantasmi del Natale Presente per aver lasciato tracce consistenti salendo con le pelli di foca, e i Fantasmi del Natale Futuro che mi hanno indicato dove erano state battute ‘ste benedette tracce, ché si sale con molta meno fatica dove son passti altri: senza di loro non sarei arrivato in cima. D’ora in avanti prometto (sommessamente) che non inveirò più contro gli scialpinisti che sfregiano il fuoripista ai surfer… sapevo che se nel delicato equilibrio degli ecosistemi hanno un ruolo fondamentale persino le mosche, anche loro dovevano pur essere d’una qualche utilità. Certo che se l’avessero detto subito che c’era l’usanza di salire lato scoiattolo e faciaça anziché lato “uno” come ho fatto io, avrei evitato di sfacchinare fino all’intermedia…




Per chi non sa orientarsi :D ma mi sa che nn mi sono orientato nemmeno io con le ics


Intermedia






Il rifugio è abitato...




Son salito per questo...

mercoledì 24 dicembre 2008

Merry Christmas

È stato finalmente svelato il segreto di Babbo Natale, anche se forse sarebbe stato meglio rimanesse tale. Il mitico Santa Claus vola con le renne grazie alle virtù di alcuni funghi allucinogeni del tipo di quelli appena messi al bando in Olanda. La spiegazione al fenomeno l'ha data uno scienziato scozzese, un botanico chiamato Ian Darwin Edwards.
Leggenda frutto dello “sballo” - In sintesi, secondo Edwards le popolazioni lapponi cui si deve la creazione del personaggio archetipo di Babbo Natale, nella sua forma non ancora cristianizzata, credevano in perfetta buona fede che le renne potessero volare. Le vedevano con i loro occhi alzarsi in volo e trainare la slitta del più importante sciamano del loro popolo, che all'epoca non era ancora vestito di rosso.
Solo che i Sami (questo il nome della tribù lappone cui viene attribuito il mito) giungevano a credere l'impossibile perché nel periodo più freddo dell'anno, in cui celebravano la fine della notte artica, si davano a pratiche rituali molto particolari. In altre parole, nel corso dei loro riti erano usi bere da grandi boccali, non esattamente della birra, ma l'ambra delle renne. Le quali renne prima avevano mangiato - e qui interviene la spiegazione scientifica del botanico - dei funghi allucinogeni. "Allucinogeni", precisa Edwards, "e simili alla amanita falloide, con la caratteristica cappella rossa e bianca".
Se si voleva volare, perché non mangiarseli direttamente? Sarebbe stato più comodo. Risposta: "Il grado di tossicità potrebbe essere stato troppo elevato per l'organismo umano. La renna di fatto processava e scomponeva gli elementi chimici". Una sorta di alambicco naturale. Non si sa con esattezza quando la pratica sia stata abbandonata, ma è durata troppo poco.

venerdì 19 dicembre 2008

giovedì 18 dicembre 2008

Nessuna

«Nessuna strega ha mai dichiarato di possedere la Bacchetta di Sambuco. Pensatene ciò che preferite, ma è così».

Sì, lo so, questa è una frase estremamente criptica, e chi la coglie probabilmente l'avrebbe notata di suo. (Se siete un passante casuale, invece, comprate Le fiabe di Beda il Bardo di JKRowling. Se non avete capito la citazione non ve ne farete assolutamente niente, ma avrete contribuito ad una giusta causa aiutando bambini dati in affido).
E anche, sì, lo so, questa sarebbe stata una bella frase da 8 marzo, ma vi pare che me la sarei ricordata?!
(Un'altra notevole differenza (...) è che le streghe di Beda (...) prendono il loro destino in mano, invece di farsi un pisolino secolare o aspettare che spunti qualcuno con la scarpetta che hanno perso).


E ora per compensare a troppa astinenza dal maschilismo, posso raccontare della mia cara mammina, festeggiando un po' in ritardo che abbia superato brillantemente un piccolo intervento: avevamo più che altro paura che si risvegliasse rincretinita dall'anestesia totale, visto che è già successo in famiglia. Per farle coraggio, le avevo detto che in questo caso (arteriosclerosi fulminante, dico) non avremmo notato la differenza. E d'altra parte datemi torto: come la definireste una che in ospedale si mette a leggere le istruzioni (?!) per indossare calze anti-trombo? :D