Benvenuto

"Come odio avere sempre ragione!"

Ian Malcolm, Jurassic Park

...e questo giusto per far contenta la Nessie...
"Portatemi un uomo sano e lo curerò"
C.G. Jung


"Naturalmente quando si ha ragione mettersi in dubbio non serve, giusto?"
Dr. House


"Il bello di te è che credi sempre di avere ragione, quello che è frustrante è che la maggior parte delle volte è vero."
Stacy, Dr. House


"Il che dimostra che, per quanto intelligente, sono comunque un idiota come tutti"
Albus Silente, Le Fiabe di Beda il Bardo, J.K.Rowling

martedì 30 dicembre 2008

Il Vecchio e il Nuovo


(inciso: avrei potuto titolare questo post le geodetiche sulla neve son curve ben strane, ma m’è parso un po’ troppo nerdosamente criptico, e pure autoreferenzialmente).


A proposito di metà di vite, ma di anniversari più allegri, esattamente 14 anni fa appendevo gli sci al chiodo per convertirmi alla tavola, come all’epoca l’accademia della crusca chiamava lo snowboard.


Si era al pian del Frais, il mibabbo, suo cuggino, i miei cuggini (cioè; per distinguere le generazioni). Cominciò a nevicare a livello di tormenta, ad ogni giro era caduta tanta neve fresca in pista da non poter distinguere le tracce lasciate al giro precedente, e ad ogni giro una decina di sciatori si arrendeva, finché gli impianti lavorarono solo per noi cinque. Io ero dotato di un asse da stiro corto e rigido, ma realizzai lo stesso che ci si poteva divertire un fracco (come non dice l’accademia della crusca) e che la sensazione doveva essere qualcosa di simile al volare. (Per inciso, questa illuminazione, insieme al fatto che all’epoca avevo i capelli, sarebbe poi stata una delle due circostanze che mi portarono a conoscere sul treno la fidanzatastorica, ma questa, come dice ancora oggi l’accademia della crusca, è un’altra storia).


14 anni dopo -nel frattempo gli impianti hanno chiuso- uscendo a notte fonda dal lavoro m’è preso il ghiribizzo di dire al sottocapo ti comunico ufficiosamente che domani non starò bene: suo sorriso sincero, si prendono le ciaspole e si va. Prima volta con racchette da neve, ce n’è un’altezza variabile da sopra le ginocchia a sopra la vita: lezione autodidatta di nuoto in salita.


Tanti incontri, ed è sempre bello constatare come la montagna trasformi sempre le persone in meglio: chi in fondovalle si sarebbe tranquillamente e molto opportuno-piemontesemente ignorato, qui si riconosce come compagno, e non è cortesia di facciata ma condivisione delle fatiche, della gioia e degli sforzi. Quattro ore e mezza di salita per dodici minuti di discesa, ma in neve powder e vergine come non se ne vedeva. Salita che fortifica lo spirito e tartassa il ginocchio infortunato, devo ringraziare il Fantasma dei Natali Passati per la foto, i Fantasmi del Natale Presente per aver lasciato tracce consistenti salendo con le pelli di foca, e i Fantasmi del Natale Futuro che mi hanno indicato dove erano state battute ‘ste benedette tracce, ché si sale con molta meno fatica dove son passti altri: senza di loro non sarei arrivato in cima. D’ora in avanti prometto (sommessamente) che non inveirò più contro gli scialpinisti che sfregiano il fuoripista ai surfer… sapevo che se nel delicato equilibrio degli ecosistemi hanno un ruolo fondamentale persino le mosche, anche loro dovevano pur essere d’una qualche utilità. Certo che se l’avessero detto subito che c’era l’usanza di salire lato scoiattolo e faciaça anziché lato “uno” come ho fatto io, avrei evitato di sfacchinare fino all’intermedia…




Per chi non sa orientarsi :D ma mi sa che nn mi sono orientato nemmeno io con le ics


Intermedia






Il rifugio è abitato...




Son salito per questo...

mercoledì 24 dicembre 2008

Merry Christmas

È stato finalmente svelato il segreto di Babbo Natale, anche se forse sarebbe stato meglio rimanesse tale. Il mitico Santa Claus vola con le renne grazie alle virtù di alcuni funghi allucinogeni del tipo di quelli appena messi al bando in Olanda. La spiegazione al fenomeno l'ha data uno scienziato scozzese, un botanico chiamato Ian Darwin Edwards.
Leggenda frutto dello “sballo” - In sintesi, secondo Edwards le popolazioni lapponi cui si deve la creazione del personaggio archetipo di Babbo Natale, nella sua forma non ancora cristianizzata, credevano in perfetta buona fede che le renne potessero volare. Le vedevano con i loro occhi alzarsi in volo e trainare la slitta del più importante sciamano del loro popolo, che all'epoca non era ancora vestito di rosso.
Solo che i Sami (questo il nome della tribù lappone cui viene attribuito il mito) giungevano a credere l'impossibile perché nel periodo più freddo dell'anno, in cui celebravano la fine della notte artica, si davano a pratiche rituali molto particolari. In altre parole, nel corso dei loro riti erano usi bere da grandi boccali, non esattamente della birra, ma l'ambra delle renne. Le quali renne prima avevano mangiato - e qui interviene la spiegazione scientifica del botanico - dei funghi allucinogeni. "Allucinogeni", precisa Edwards, "e simili alla amanita falloide, con la caratteristica cappella rossa e bianca".
Se si voleva volare, perché non mangiarseli direttamente? Sarebbe stato più comodo. Risposta: "Il grado di tossicità potrebbe essere stato troppo elevato per l'organismo umano. La renna di fatto processava e scomponeva gli elementi chimici". Una sorta di alambicco naturale. Non si sa con esattezza quando la pratica sia stata abbandonata, ma è durata troppo poco.

venerdì 19 dicembre 2008

giovedì 18 dicembre 2008

Nessuna

«Nessuna strega ha mai dichiarato di possedere la Bacchetta di Sambuco. Pensatene ciò che preferite, ma è così».

Sì, lo so, questa è una frase estremamente criptica, e chi la coglie probabilmente l'avrebbe notata di suo. (Se siete un passante casuale, invece, comprate Le fiabe di Beda il Bardo di JKRowling. Se non avete capito la citazione non ve ne farete assolutamente niente, ma avrete contribuito ad una giusta causa aiutando bambini dati in affido).
E anche, sì, lo so, questa sarebbe stata una bella frase da 8 marzo, ma vi pare che me la sarei ricordata?!
(Un'altra notevole differenza (...) è che le streghe di Beda (...) prendono il loro destino in mano, invece di farsi un pisolino secolare o aspettare che spunti qualcuno con la scarpetta che hanno perso).


E ora per compensare a troppa astinenza dal maschilismo, posso raccontare della mia cara mammina, festeggiando un po' in ritardo che abbia superato brillantemente un piccolo intervento: avevamo più che altro paura che si risvegliasse rincretinita dall'anestesia totale, visto che è già successo in famiglia. Per farle coraggio, le avevo detto che in questo caso (arteriosclerosi fulminante, dico) non avremmo notato la differenza. E d'altra parte datemi torto: come la definireste una che in ospedale si mette a leggere le istruzioni (?!) per indossare calze anti-trombo? :D

venerdì 21 novembre 2008

Io NON vado al Poli!!

(festeggiamenti in codice :D)

giovedì 20 novembre 2008

Ho imparato...

Altre cose che ho scoperto a Napoli:

1. Se ogni tanto si accendesse il cervello geografico, non ci sarebbe bisogno di recarsi fisicamente in una piazza e notare dei lavori in corso, per dedurre che se su una cartina della metro una linea è tratteggiata, significa che è ancora in costruzione;

2. Se in ascensore incontrate una ragazza con un plico di dispense sotto braccio che saluta familiarmente il receptionist, il quale le porge la chiave senza bisogno di chiederle il numero della stanza, paradossalmente NON è più probabile che sia un'insegnante che ha appena tenuto un corso di formazione e che ha passato la notte precedente col receptionist, ma che sia una collega apprendista alla terza settimana consecutiva di corso in trasferta;

3. Che esistono persone under 30 che vanno in chiesa prima di andare a cena;

4. Che in via San Gregorio Armeno, oltre ai presepi, ci sono sprazzi di ironia napoletana kitch come questa, la cui didascalia me la fornisce in diretta Gorilla Blues, che sto leggendo:
«I documenti glieli hanno fregati. Il certificato di nascita è una brutta storia (...) il padre pensava di doverlo registrare in Egitto...»
«In Comune hanno tutti scritto Giocondo sulla fronte?»
«No, ma neanche Lega Nord»


5. Che il Cristo Velato è talmente spettacolare che Canova se lo voleva sgamare; e se chiedo a una guida perché mai però abbia la ferita al costato sulla destra se il cuore è a sinistra, metto in crisi una povera fanciulla, ma non il suo collega anziano, che non conosce manco lui la risposta, ma mi intorta per mezz'ora per mostrarmi come comunque tutta l'iconografia cristiana riporti da sempre la ferita alla destra. (Per inciso, in generale la cappella di Sansevero è una simpatica e curiosa accozzaglia di personaggi di Cervantes; e trovo geniale la scultura della deposizione con tanto di Sindone sorretta da dei putti, che però è dorata e anche se nessuno lo dice son sicuro ruota su stessa e nasconde il tabernacolo);

6. Che dato un qualsiasi luogo io scelga di visitare a caso, fosse anche una cappella, esiste sempre un civico adiacente (numeri pari e dispari sono bizzarramente sullo stesso lato della strada) al quale è presente una sede di Sinistra Critica;
7. Che il Laboratorio Okkupato Ska ha dei murales bellissimi;

8. Che i tramonti visti volando sopra le nuvole hanno colori mille volte più intensi.


I Libri di Luca

Ho appena finito di leggere "il primo libro dove i protagonisti sono i lettori!". Da questa lapidaria recensione, m'era venuto in mente un commento di Umberto Eco, intervistato a proposito del Nome della Rosa: gli chiedeva, l'acuto intervistatore, del contenuto di novità del suo libro dal punto di vista giallistico; ed Eco, volendo intendere che l'intrigo poliziesco era piuttosto un pretesto, rispose che dei ricercatori inglesi avevano recentemente trovato che l'unica trama giallistica non ancora sfruttata era quella in cui l'assassino fosse il lettore. Da allora mi ossessiona l'idea di scrivere un libro che susciti nel lettore tanta ripulsa per un personaggio da spingerlo a desiderarne la morte, in modo da poterlo indicare in conclusione come metaforico assassino.
Bene, I libri di Luca non c'entra nulla in tutto questo. Ma d'altra parte, I libri di Luca c'entra ben poco anche col nanetto che mi appresto a raccontare, se non come curiosa coincidenza.
Ho appena finito di leggere "il primo libro dove i protagonisti sono i lettori!", dunque, e mi trovo a gironzolare senza meta per Piazza Dante a Napoli, quando mi imbatto in uno stretto vicolo tappezzato di rivendite di libri scolastici. Da una di queste, spunta un collega venuto per il figlio. Gli dico che girovago per bancarelle alla ricerca di un paio di edizioni fuori stampa, mi consiglia un negozietto un poco più avanti.
Esterno da grande supermercato, una piccola indicazione stradale, marrone turismo, lo dichiara però patrimonio dell'umanità; e un cartello scritto a mano promette un misterioso e seminascosto piano ammezzato dedicato a libreria antiquaria. Me lo indica un simpatico ometto in panciotto e cravatta, che dirige il vecchio e il nuovo con uno sguardo che brilla arguto dietro occhiali da topo, impegnato a fumare, più placido del bruco di Alice, con un fornitore. Chiedo un Remarque qualsiasi edizione, ma non il Niente di nuovo... che tutti (tranne me) hanno letto, bensì La via del ritorno. Non ce l'ha, ma confida di trovarlo e potermelo spedire. Se per intanto voglio dare un'occhiata... Mi perdo in un labirinto di corridoi le cui pareti sono interamente formate da libri, alto come la Stanza delle Necessità, con quell'odore di polvere familiare e d'infanzia, con quel clima di austerità da vecchia stampa, che solo la carta antica trasmette ben più delle cattedrali.
Ci sarebbe da perdersi, mi accontento de Il colombre e altri cinquanta racconti, che cercavo da quindici anni (e son sicuro che nelle mille ristampe successive, Povero bambino! non è stato più pubblicato). O perlomeno sono stato così scemo da non trovarlo fin quando non ho messo piede in una libreria magica, perciò non guastatemi la festa!

martedì 11 novembre 2008

Faccialibro

Ehi! amici! ma sì, non fate finta di niente, tutti voi che siete schiavi di faccialibro! mi spiegate perché cavolo non riesco a far comparire nel mio profilo di facebook i risultati dei test stupidi che mi inviate?! uffa! con quello di ARRIpotter c'ero riuscito :(


Sei un neonato psicopatico con l'ambizione di conquistare il mondo e una serie di mostruose manie di persecuzione, l'intelligenza abbonda nel tuo capoccione ma è talmente finalizzata all'odio e alla conquista che non ha modo di esprimersi appieno. Magari gli altri non sono li fuori solo per tramare alle tue spalle, magari stanno solo passeggiando con il cane (che non si trasforma in una bestia forzuta come la tigre di he man).

lunedì 10 novembre 2008

venerdì 7 novembre 2008

da Vicenza e dalla Val di Susa:
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l’acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all’università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia.
Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa

Vieni per una... Causa

Da peacereporter
Andate a votare, vi regaleremo un vibratore. L'articolo mostra la foto un giocattolo erotico, avvolto in una bandiera a stelle e strisce, con l'avvertenza: "Attenzione, bandiera non inclusa". Alla vigilia delle elezioni Usa, in un paese che storicamente vede andare alle urne solo la metà della popolazione, si sono moltiplicate le iniziative per convincere i cittadini a votare. Ognuno fa la sua parte, come crede e come può: anche i sex-shop. Così Babeland, una catena statunitense che vende "giocattoli erotici", ha lanciato la sua campagna: il processo democratico è importante, dicono, partecipare è fondamentale, e votare è un modo per far sentire la nostra voce. Ed ecco l'incoraggiamento: "Andate in uno dei nostri negozi a New York o Seattle, portando la tessera elettorale, la ricevuta di voto o la vostra parola d'onore. Se avete votato, vi regaleremo un vibratore", si legge sul loro sito internet.
Babeland è un negozio di articoli erotici piuttosto particolare, nato nel 1993 dall'idea di due ragazze che lamentavano la mancanza di sex-shop "pensati per le donne" nella loro città, Seattle. Così, allo stereotipo del negozio scuro, ambiguo e nascosto, Babeland oppone i suoi spazi colorati e allegri, perché, dicono, "la gente che vive in modo sano la propria sessualità rende il mondo un posto migliore". Babeland non è nuova all'impegno sociale. Sul loro sito si può comprare, ad esempio, il pacco regalo "Come for a cause", vieni per un ideale: comprando questo set di giocattoli erotici, i proventi vanno a finanziare un'associazione che aiuta le donne affette da tumore al seno, mentre il ricavato della vendita di preservativi sostiene le attività di un'altra organizzazione che si occupa di salute riproduttiva, pianificazione familiare e maternità consapevole. Schierarsi per il "processo democratico" è un altro passo in questa direzione.
"Non importa dove vivete, per favore votate". E se dopo aver votato volete dare una mano a portare altri cittadini alle urne, ben venga. "Giocattoli erotici in cambio del voto: solo la soddisfazione di avere contribuito a rendere il vostro paese un posto migliore può esser meglio di così". Ma votare per chi? Solo in fondo all'articolo chi scrive si sbilancia: "Io vivo a New York, ma sarò tutto il giorno a Philadelphia a lavorare per Obama". E i clienti sembrano d'accordo: " Grande idea!", commenta un lettore. "Fantastica promozione, si vede che a Babeland amano più dare che ricevere: sono donne!", nota una ragazza. E un'altra aggiunge: "Un'autrice, di cui non ricordo il nome, chiamava la masturbazione "votare repubblicano", perché è la cosa più egoista che una persona possa fare". L'America si prepara al grande giorno. In vibrante attesa.

martedì 4 novembre 2008

venerdì 31 ottobre 2008

Se giudico me stesso lo posso fare anche con gli altri

...e via così di altre citazioni, ce ne sarebbero un milione.

Sto colmando la mia ignoranza cinematografica (gerundio da intendersi con tempistiche simili a la vita è una malattia terminale, sempre sperando che questa frase non porti sfiga), in questo periodo Nanni Moretti collection.
Lo devo rivalutare, a forza di film tragici da cui si esce piangendo risate, e questa volta è il mio turno di dire "è il film per me". Le ho tutte, come sfogliando l'enciclopedia medica, salvo -per ora ;D- gli istinti omicidi.
E tra tutte le citazioni possibili, per non dover ammettere va bè, continuiamo così, facciamoci del male allora VOGLIO uno screenshot di Fabretti e Di Pinto poliziotti in borghese, a cui corrisponde «Sono un poliziotto...» «Eh, lo vedo!»
(Tra l'altro, Mora, cercando sul gogolo "di pinto foto" è uscita questa)

«Io piuttosto che entrare in banca mi ammazzo»

«Il Sessantotto è stato l'anno di prova della distruzione del mondo. Ma prima, prima c'è stata quest'epoca felice, incontaminata e pura in cui l'armonia (Claudia Cardinale), la bellezza (la Dino Ferrari), l'intelligenza collettiva (la Juventus di Omar Sivori), l'uomo nella sua sintesi più alta (James Bond) raggiunsero l'acme, il vertice irripetibile della cultura occidentale».

giovedì 30 ottobre 2008

Quiz: di sinistra... con le svastiche

Camion di Spranghe, da Robecchi.

Guardate queste foto. Ritraggono quelli che il Corriere della Sera chiama "studenti di destra" e che sono in realtà il manipolo di picchiatori che si è scagliato contro gli studenti questa mattina in piazza Navona. Sapete che la scuola sarà un po’ più banale, un po’ più povera e un po’ più scassata, e dunque portiamoci avanti con il lavoro e alleniamoci ai quiz.

Chi sono i gentiluomini della foto?
a - Studenti ripetenti che hanno preso 2 in storia
b - I ragazzi di Kossiga, venuti a vivacizzare la manifestazione
c - Quelli che la Gelmini vorrebbe come maestri unici

Rispondi al quiz! Abituati alla scuola di domani!

mercoledì 29 ottobre 2008

infin che 'l mar...

santoddio, qui c'è proprio tutto: una riforma schifosa, una protesta sacrosanta, una grande opportunità di legare diverse voglie di cambiare e capacità di costruire, vecchie strategie di tensione per mettere in crisi tutto questo, risposte dell'"uomo medio" potenziale alleato che non distinguono, prevedibile irritazione verso questi mediomen e conseguente perdita di alleati preziosi.
Cazzo.

11:42 Roma, denuncia degli studenti: "Aggrediti da ragazzi di destra"
Aggrediti da un gruppo di studenti di Blocco Studentesco proprio a pochi passi dal Senato. E' la denuncia di alcuni studenti che partecipano alla manifestazione sotto al Senato. "Erano una sessantina, si sono tolte le cinture dai pantaloni e ci hanno aggrediti - racconta Ludovica, studentessa di un liceo romano - volvevano a tutti i costi guadagnare la testa del presidio. Erano tutti studenti di Blocco Studentesco". Blocco studentesco è un'associazione studentesca di estrema destra. "Un ragazzo è stato malmento e colpito riupetutamente alla testa, erano una furia, non si fermavano. Della polizia neanche l'ombra, sono tutti su corso Rinascimento", conclude Ludovica.

11:44 Roma, ragazzo picchiato: "Erano in dieci con caschi e cinture"
Se l'è cavata con un taglio alla testa Alessandro, il ragazzo del liceo Newton di Roma aggredito da un gruppo del blocco studentesco, sigla di estrema destra. "Ero davanti alla transenna da questa mattina. Improvvisamente mi sono venuti addosso in 10 picchiandomi con i caschi e le cinture. Volevano guadagnare la transenna per un'iniziativa politica ed io ho cercato di dire che dovevamo metterci d'accordo su qualunque manifestazione di questo genere. Per tutta risposta mi hanno colpito con un casco ferendomi alla testa".

11:59 Blocco studentesco: "Noi caricati da antifascisti"
"Mentre si svolgeva il corteo di protesta degli studenti sotto al Senato, i ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti dalla protesta anti-Gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato ad intonare il coro 'né rossi ne neri solo liberi pensieri' per condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del Blocco studentesco. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti". Così in una nota il Blocco studentesco.


Poteva essere il tallone d'Achille di questo movimento studentesco, che ha saputo conquistare un grande spazio con l'arma della creatività e della assoluta non violenza. In parte, questa mattina il timore si è trasformato in realtà: l'irruzione del meccanismo più classico della provocazione squadrista verso gli studenti nel corteo con la ancor più classica risposta dai gruppi . Con carica finale della polizia. E - questa è una variante berlusconiana - il premier che chiosa: "Siamo stati di manica fin troppo larga".
Tutto già visto, ma tanto basta perché la protesta contro la legge Gelmini nel giorno della sua approvazione si trasformi, nei media, in scontri tra opposti estremismi. Con strascico di condanne o polemiche sull'azione della polizia.
Ora il movimento degli studenti è subito a un bivio. Continueranno le occupazioni dei licei, aumenteranno i rischi di tafferugli, le università saranno alle prese con la partenza del "loro" decreto, come annunciato oggi dal ministro. Ma soprattutto dovranno sperimentare se sono davvero capaci di far comprendere le preoccupazioni per la qualità della cultura (e della società) che gli derivano dalle decisioni e dagli annunci di chi governo questo paese.
Dovranno imboccare una strada già nei prossimi giorni. E una spinta non piccola verso quella che verrà scelta dipenderà anche dalla politica, dalla capacità di parlare delle forze di opposizione e dai sindacati, che domani bloccheranno quei docenti ai quali questo movimento si è rivolto più di ogni altra volta.
(29 ottobre 2008)

giovedì 23 ottobre 2008

Ma allora che ci guadagni?

con un grazie a tutte e tutti quelle/i a cui nella mia vita ho detto o pensato...

Uff!
Io sono tre settimane che sono di corsissima, e non ce la faccio più a scrivere nemmeno quelle poche volte che ne avrei voglia.
E così niente commento su Miracolo a Sant'Anna (non ancora), niente pubblicità all'amico letterato, niente fotine di casa, niente discorsi di risotti scotti con funghi crudi (ma criticati ben più di così), eccetera eccetera.
Quindi un'interlocuzione velocissima solo perché io lo odio, il fotomessaggio mattutino che il Sito-Interno-Degli-Informatici-Chiusi-Nel-Bunker propina ogni giorno, non si sa perché o forse si sa fin troppo perché (tutta la vita davanti). Ma oggi, oggi non lo posso odiare:


"...tu hai dei capelli color d'oro...
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.
E amerò il rumore del vento nel grano..."


(Antoine de Saint-Exupery - Il piccolo principe)

"Ci guadagno -disse- il colore del grano"

lunedì 13 ottobre 2008

Costruire relazioni

A volte anche gli inutili corsi milanesi hanno risvolti positivi, come la mostra su Ligabue


che peraltro mi piace molto più come scultore


ma mi fa impazzire con l'autoritratto -forse inconsapevolmente- stile "Droste"


martedì 7 ottobre 2008

Centro Traumatizzati - III

ARREDAMENTO


E finalmente arriva il Tatino, una tenda da doccia ed è subito arredamento! :P
(aspettate che cominciamo "seriamente"...)

Ma soprattutto finalmente arriva Elisa, e (chissà quali armi di persuasione avrà? ;D) convince in 30 secondi il Tatino a sottoscrivere l'ADSL. A breve Talpa will be back!

giovedì 2 ottobre 2008

Lode

Lode alla commissione che prima della proclamazione legge proclama anti-Gelmini;
Lode al pubblico che applaude persino più sentitamente che alla successiva proclamazione, mica per niente abbiamo il collettivo Red-Shift (spostamento verso il rosso, fenomeno astronomico);
Lode infine alla scritta sul muro in cui sono incappato all'uscita, e poi qualcuno mi chiede ancora perché mi piacerebbe stare a San Salvario.
...
...
Ah, già, sì: Lode anche all'Altro Emisfero del Cervello che si laureò. Con Lode. Tra amici e amiche che lo festeggiano (anche quelli non ricordati nei ringraziamenti ;D). Copiose foto non appena ne riceverò di copiose.

lunedì 29 settembre 2008

Centro Traumatizzati - II

...e il Cattivo

BAKER STREET - Post Scriptum
...e il Cattivo è stufo di fare ed essere il cattivo.
E' stufo di fraintendimenti, e se una comunicazione qualsiasi prevede (almeno) due soggetti, è stufo di passare per l'unico che non sa esprimersi non dice non capisce. E se gli si dice che se se ne fosse andato un mese prima poteva non pagare la sua quota d'affitto, è stufo di sentirsi dire che c'erano delle condizioni (non esplicitate, ma chiaramente ovvie) e che quelle condizioni ovviamente non si verificano più e che lui pensa sempre soltanto ai suoi interessi.

lunedì 22 settembre 2008

Mutande scacciaf...

Festa della Birra, Susa.
Dove si può andare solo come piacere per un amico a cui la donna ha impedito altre forme di addio al celibato.
Gli regalano il classico libello scemo, con le classiche istruzioni sceme su come comportarsi a letto.
L'Imprevedibile Rivoluzionario scova a colpo d'occhio l'unica frase che può strappare un sorriso, sul tema mutande bianche.
"Alla stessa maniera per cui si somministra porno ai rivoluzionari per spegnere le loro idee, si danno mutande bianche ai popoli, per favorire rivoluzioni sfruttando il testosterone represso degli impiegati".

mercoledì 17 settembre 2008

One Year Later...

221 B, Baker Street - THE END

Vico Scapoli chiude, Il Buono, il Brutto e il Cattivo vanno ognuno per la sua strada.
Parte l'era del "DICO" col Tatino, nella nuova casa. Contestualmente, parte dunque la rubrica:

CENTRO TRAUMATIZZATI - ep. I

Periodo di traslochi e grandi manovre...